Un silenzio carico di dolore, rotto solo dalle lacrime dei presenti. Nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Ponticelli, questo pomeriggio alle 18, la comunità si è stretta attorno alla famiglia di Fabio Ascione, il 20enne ucciso martedì mattina con un colpo di pistola al petto, probabilmente per errore.
Una veglia intensa e partecipata, scelta al posto della fiaccolata inizialmente prevista in via Carlo Miranda, a pochi passi dal bar dove il giovane è stato colpito mentre faceva colazione con alcuni amici, dopo una notte di lavoro al Bingo, dove era regolarmente assunto. Fabio era un ragazzo incensurato, lontano da qualsiasi contesto criminale. E proprio per questo la sua morte ha scosso profondamente il quartiere. Sulla vicenda indagano la Procura di Napoli e la Direzione Distrettuale Antimafia: la dinamica dell’agguato richiama scenari camorristici, ma tra le ipotesi principali resta quella dello scambio di persona.
Durante l’omelia celebrata oggi pomeriggio, il sacerdote della Chiesa Santi Pietro e Paolo ha detto: “Abbiamo bisogno di pace, il nostro quartiere, la nostra città. Siamo qui per ricordare Fabio, un ragazzo semplice, vittima della violenza spicciola. Quanta paura nei vostri occhi. Dobbiamo dire basta. Basta a tutta questa violenza futile. Chiediamo giustizia per questo nostro fratello e chiediamo pace”.






