Melito. “Non lasciateci soli”, è la scritta che campeggia su uno dei striscioni esposti da genitori e alunni all’esterno della scuola media “Marino Guarano”, salita alla ribalta delle cronache per essere il luogo in cui è avvenuto l’omicidio del professore Marcello Toscano. Ad un ucciderlo Giuseppe Porcelli, 54enne, collaboratore scolastico, attualmente detenuto e accusato di omicidio volontario.

Omicidio Melito, gruppo di genitori non fa entrare i figli a scuola: è protesta

Una protesta pacifica, quella andata in scena stamattina, alla quale hanno partecipato decine di persone, per lanciare un appello alle istituzioni e chiedere maggiore sicurezza. L’istituto scolastico di via delle Magnolie ha riaperto i cancelli, dopo essere rimasto chiuso per consentire agli inquirenti di svolgere le indagini. Ciononostante, molti genitori hanno preferito rimandare il ritorno in classe dei propri figli. Mamme e papà temono che possa verificarsi un altro episodio di violenza, dopo i recenti casi di cronaca che hanno sconvolto la comunità scolastica. E tra i manifestanti c’è persino chi propone l’introduzione dei metal detector all’ingresso.

Professori e dirigente scolastica invitano, però, all’unità e fanno sapere che un team di psicologi darà supporto alle studentesse e agli studenti per superare questo difficile momento. Alla manifestazione c’era anche il sindaco Luciano Mottola che, ancora una volta, ha ribadito la necessità di un forte dispiegamento delle forze dell’ordine per rendere la città di Melito ancora più sicura. Lunedì prossimo è in programma una nuova protesta che coinvolgerà più istituti scolastici.

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