Logoteleclubitalia

Omicidio Fabio Ascione, due arresti dei Carabinieri: contestata anche l’aggravante del metodo mafioso

Due persone sono state arrestate questa mattina dai Carabinieri della Compagnia di Napoli Poggioreale nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Fabio Ascione, il 20enne ucciso a Napoli lo scorso 7 aprile. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Omicidio Fabio Ascione, due arresti dei Carabinieri: contestata anche l’aggravante del metodo mafioso

 

I destinatari del provvedimento sono due italiani di 30 e 24 anni, gravemente indiziati di porto e detenzione illegale di arma comune da sparo. Al più giovane dei due viene contestata anche l’aggravante del metodo mafioso, in relazione alla presunta appartenenza al clan De Micco, attivo nel quartiere Ponticelli, nella zona orientale della città.

Le indagini, coordinate dalla Dda e condotte dai militari dell’Arma dopo l’omicidio del giovane Ascione, hanno consentito di ricostruire il percorso dell’arma utilizzata in un successivo episodio di violenza armata. Attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e le testimonianze raccolte dagli investigatori, è emerso un grave quadro indiziario che attribuirebbe ai due arrestati la detenzione e il porto illegale di una pistola.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’arma sarebbe stata successivamente ceduta a un altro soggetto, già sottoposto a fermo di indiziato di delitto il 14 aprile scorso. Con quella stessa pistola, poco dopo, sarebbe stato preso parte a un conflitto a fuoco avvenuto in strada e alla presenza di numerose persone. Alla luce degli elementi raccolti, il Tribunale di Napoli ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei due indagati, disponendone la custodia cautelare in carcere.

 

Ti potrebbe interessare

Torna in alto