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Poliziotti, funzionari e dipendenti dell’ufficio patenti della Prefettura. Figurano queste persone tra i 20 indagati a Napoli. Secondo gli inquirenti, in cambio di soldi, bloccavano le sospensioni delle patenti inflitte anche a persone trovate alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto della droga.

Napoli, truffa delle patenti

L’ordinanza emessa dal gip di Napoli su richiesta della Procura partenopea ed eseguita dal nucleo di polizia economico-finanziaria del comando provinciale di Napoli dispone per nove indagati la misura degli arresti domiciliari, per cinque l’obbligo di dimora e per sei la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio.

Le attività di indagine avrebbero, inoltre, fatto emergere fenomeni di assenteismo da parte di alcuni dipendenti dell’Ufficio Patenti della Prefettura di Napoli attraverso la creazione di un sistema per la copertura delle assenze dal lavoro che prevedeva una sorta di “turno parallelo” per le marcature in entrata e in uscita, con badge, di soggetti non presenti al lavoro, al quale avrebbe partecipato, in alcuni casi, anche personale esterno all’Amministrazione.

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