Siglato l’accordo per risollevare la città di Napoli ed evitare il dissesto finanziario. Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha firmato il Patto per Napoli insieme al sindaco del capoluogo partenopeo, Gaetano Manfredi. Lo Stato, infatti, ha previsto un finanziamento a fondo perduto di 1,2 miliardi euro spalmati in vent’anni. Risorse che sono state inserite, tra l’altro, nella legge di Bilancio voluta dal parlamento.

Napoli, il premier Draghi al Maschio Angioino per il Patto per la città: destinati 1,2 miliardi di euro

Questa mattina il premier è giunto a Napoli, dove è stato accolto dal primo cittadino, dal governatore campano Vincenzo De Luca, dalla presidente del Consiglio Comunale Enza Amato e dal Prefetto di Napoli, Claudio Palomba. Nella sua prima visita in città, Draghi ha fatto tappa al Maschio Angioino: la cerimonia è stata allestita infatti presso la Sala dei Baroni.

I Comuni sono al centro della prospettiva di sviluppo che abbiamo per l’Italia – ha spiegato Draghi nel suo intervento -, il Governo vuole metterli in condizione di poter programmare con maggiore serenità la crescita delle loro comunità. Il Patto per Napoli coincide con il programma di investimenti più significativo nella storia recente del Mezzogiorno”.

Una prima parte delle risorse destinate a Napoli, cioè 54 milioni di euro, verranno erogate già a fine mese. “È una giornata di ripartenza, di ritorno della città al centro della politica nazionale. L’arrivo del presidente Draghi è un segnale molto importante di vicinanza alla città”, ha affermato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. “È un giorno che mi dà ulteriore responsabilità – ha aggiunto – perché credo che abbiamo recuperato una nuova reputazione della città. Dobbiamo essere all’altezza della sfida. Ora parte una nuova fase di impegno, di progettazione e di realizzazione delle cose”.

Tensione al Rione Sanità

Momenti di tensione si sono registrati in mattinata. Il premier Draghi è stato contestato mentre si trovava al Rione Sanità, nei pressi del cimitero delle fontanelle dai disoccupati e dal collettivo 7 novembre che protestava contro l’aumento per le spese militari e le armi inviate in Ucraina. Dopo la visita il premier si è recato nella pizzeria di Concettina ai Tre Santi per una pausa pranzo.

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