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Napoli, cuore “bruciato” trapiantato a bimbo di 2 anni: terzo medico sospeso. L’appello della mamma

Sono ore cruciali per la vita di Tommaso. Il bimbo di appena 2 anni, dopo un delicato intervento al cuore avvenuto il 23 dicembre scorso al Monaldi, vive da 50 giorni attaccato a una macchina in attesa di un cuore nuovo. La richiesta è stata estesa alla rete della “European Donation and Transplant Coordination Organisation”.  Al piccolo è stato trapiantato un cuore “bruciato” con ghiaccio secco per un errore nella procedura di conservazione dell’organo. Circostanza che ha fatto scattare tre inchieste.

Napoli, cuore “bruciato” trapiantato a bimbo di 2 anni: terzo medico sospeso. L’appello della mamma

 

La Procura di Napoli avrebbe pronti i primi avvisi di garanzia per alcuni medici che hanno avuto un ruolo diretto. Infine va registrato che oltre ai primi due medici (due cardiochirurghi: il primario e il suo assistente) sospesi dalla direzione dell’ospedale e ne è aggiunto un terzo: si tratterebbe della direttrice della cardiochirurgia e trapianti dell’ospedale Monaldi. Un quarto medico infine – come spiega Il Mattino – si è dimesso dall’incarico.

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Mentre le indagini proseguono per fare luce sulla catena di errori che ha portato il bimbo a lottare per la vita, la mamma Patrizia lancia un appello per far arrivare subito un cuore nuovo. L’avvocato di famiglia, Francesco Petruzzi, spiega invece come la famiglia sia stata all’oscuro del trapianto del cuore “bruciato” fino alla scorsa settimana.

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