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Lorenzo Spasiano, l’appello del fratello: «Chi sa dov’è l’assassino lo convinca a consegnarsi»

Un dolore che non trova pace, una famiglia distrutta dall’omicidio di Lorenzo Spasiano, il 21enne ucciso con un colpo di pistola al petto nel quartiere Miano. Un delitto che ha sconvolto l’intera comunità e che, secondo gli investigatori, potrebbe essere maturato dopo vecchi dissapori legati a una partita di calcio disputata mesi fa. Lorenzo, operaio edile e incensurato, è stato raggiunto mortalmente da un proiettile davanti alla sua abitazione.

Lorenzo Spasiano, l’appello del fratello: «Chi sa dov’è l’assassino lo convinca a consegnarsi»

 

A raccontare gli ultimi istanti di vita del giovane è il padre, operatore del 118, abituato per professione a combattere ogni giorno contro la morte. «Tanti sacrifici per crescerlo e poi è finita così. Mi è morto tra le braccia, dopo un minuto. Faccio l’operatore del 118: per lavoro ho salvato tante vite ma con mio figlio non ci sono riuscito».

Parole che restituiscono tutta la disperazione di un genitore che si è trovato impotente davanti alla tragedia più grande. Il dolore attraversa anche le parole del fratello di Lorenzo, rientrato immediatamente dall’estero appena appresa la notizia. «Sono corso dall’estero dove mi trovavo per qualche giorno di ferie. Lorenzo era un ragazzo amato da tutti, aveva un cuore grande. Siamo cresciuti con sani valori. Se mi volto indietro, ho centomila persone che mi vogliono bene». Un ricordo che tratteggia il profilo di un giovane benvoluto nel quartiere e da chiunque lo conoscesse. Ma il fratello non nasconde la rabbia e la sofferenza per quanto accaduto.

“Fatelo consegnare alle forze dell’ordine”

 

«Quel che è successo davanti casa sua è stata una caduta nel vuoto, così crudele che ha cambiato anche i miei genitori. Non sono più gli stessi». Mentre le indagini proseguono per identificare e rintracciare il responsabile dell’omicidio, dalla famiglia arriva anche un appello diretto. «Chiedo ai genitori di colui che ha ucciso mio fratello di suggerirgli di consegnarsi alle forze dell’ordine».

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