Sarebbe stata una sera come tutte le altre. Lorenzo era tornato a casa. Voleva andare a dormire presto. L’indomani avrebbe dovuto svegliarsi all’alba per raggiungere il cantiere dove lavorava come carpentiere. Ma non sapeva cosa sarebbe accaduto realmente quella notte. Una telefonata, un invito a chiarirsi e poi un colpo esploso al petto. È la trappola in cui sarebbe stato attirato secondo quanto riporta Il Mattino.
Lorenzo Spasiano, il killer lo ha attirato in una trappola dopo una telefonata
Lorenzo era un ragazzo come gli altri. Lavorava come carpentiere e amava lo sport. Secondo suo padre era estraneo al mondo della malavita con cui non avrebbe mai avuto rapporti. Ma una sera riceve una telefonata di pochi minuti. Un invito in strada per chiarire una vecchia lite con un altro ragazzo. Viene ucciso con un colpo al petto. Un uccisione a sangue freddo. Poi viene derubato del suo cellulare e infine la fuga del malvivente. Sarebbe caduto nella trappola del suo killer, scomparso nell’oscurità.
Dopo 48 ore dall’omicidio, sembra confermarsi la pista della lite per futili motivi. Un solo episodio potrebbe collegarsi a questa tragedia: una partita di calcetto disputata il 30 marzo scorso. Durante il match avrebbe ingaggiato un diverbio con un ragazzo più giovane di lui. Pochi giorni dopo gli sarebbe giunto un chiaro avvertimento: Lorenzo sarebbe stato aggredito, alcuni sostengono sia stato investito durante una rappresaglia. L’inchiesta per smascherare il killer, condotta dal pm Enrico Parascandolo e coordinata dal procuratore Sergio Amato, avrebbe proposto un volto: un ragazzo giovanissimo del quartiere, protagonista della lite alla partita del 30 marzo. Avrebbe 16 anni e sarebbe figlio di un narcos e nipote di un killer, gente riconducibile al clan di zona: i Lo Russo, i capitoni di Miano.
La ricostruzione finale
Secondo l’attuale ricostruzione, lunedì non avrebbe agito da solo. Lui e gli altri ragazzi avrebbero chiamato Lorenzo con una scheda intestata a prestanome, molto probabilmente con la scusa di avere un chiarimento. Non appena Lorenzo sarebbe arrivato, uno di loro gli avrebbe sparato al petto. Gli avrebbero rubato il telefono e sarebbero scappati a piedi. In quella notte, confermano i residenti, non si sarebbe sentito nessun veicolo sfrecciare, giungere o andare via.







