Sono stati pubblicati gli esiti del monitoraggio della qualità dell’aria condotto dall’Arpac nell’area Nord di Napoli, dopo la vicenda dei miasmi che ha interessato il territorio giuglianese per più di un mese.

Miasmi a Giugliano, i dati forniti dall’Arpac

Anzitutto, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in Campania precisa che non sono state rilevate criticità per la salute, in quanto “non sono stati riscontrati superamenti dei valori”.

Nel report redatto dall’Arpac si legge che su 16 impianti presi in esame “sono state riscontrate alcune criticità, per le quali sono state impartite prescrizioni”, tuttavia “ritiene che queste non conformità, se prese singolarmente, non possano essere la causa dei miasmi avvertiti”. 

Leggi anche >> Miasmi nell’area Nord di Napoli, la Procura ha avviato un’indagine

Secondo l’ente regionale, la concentrazione di attività impiantistiche in un’area ristretta, come quella della zona Asi, associate a particolari condizioni meteo può aver generato “un effetto cumulativo tale da determinare in gran parte il problema”.

L’esito dei prelievi esaminati da un laboratorio di Pavia

A inizio ottobre sono state prelevate delle sacche piene di aria e fatte esaminare da un lavoratorio del Polo Tecnologico di Pavia. Sulla base delle indagini sensoriali, è stato possibile accertare “in maniera oggettiva la presenza di esalazioni in una delle 3 stazioni di campionamento, ubicata a 500 metri dall’ASI e a circa 2 Km dal centro urbano di Qualiano. Gli altri due campioni, prelevati nei pressi di due importanti impianti di trattamento di rifiuti nell’Area ASI di Giugliano, hanno mostrato valori limite. In tutti e tre i campioni analizzati sono state rilevate sostanze riconducibili ad attività di trattamento rifiuti e compostaggio”, si legge ancora nel report.

Vento: un altro fattore

Tra le possibili concause che hanno contribuito alla diffusione di cattivi odori nei centri abitativi c’è anche il ristagno dell’aria per scarsa ventosità, “con la conseguenza che le sostanze responsabili dei miasmi permangono nell’area senza essere spazzate via”.

Inoltre, la velocità e la direzione del vento sembrano favorire la diffusione dei miasmi dalla zona ASI di Giugliano verso il centro di Qualiano, almeno occasionalmente. Tuttavia, secondo l’Arpac, non è possibile “individuare i possibili centri di emissione sulla base del regime meteorologico”.

Infine, l’Arpac fa sapere che continuerà con le ispezioni nei prossimi giorni su alcuni impianti di trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani, avvalendosi anche di droni.

continua a leggere su Teleclubitalia.it