Macbeth è una fra le più note e citate tragedie shakespeariane. Costituita in cinque atti, è l’opera più breve ma non per questo meno complessa del drammaturgo inglese.

Il generale divenuto poi sovrano, come annunciato dalla profezia delle tre Streghe, è la personificazione della brama di potere, ma anche di un’avidità irrefrenabile che una volta scatenata non si ferma davanti a nessun ostacolo, neanche di fronte alla morte. Scopriamo la trama.

Macbeth, la trama

La tragedia si apre in una cupa Scozia d’inizio Basso Medioevo. Tre streghe decidono che il loro prossimo incontro dovrà avvenire in presenza di Macbeth.

Nella scena seguente, un sergente ferito riferisce al re Duncan di Scozia che i suoi generali, Macbeth e Banquo, hanno appena sconfitto le forze congiunte di Norvegia e Irlanda, guidate dal ribelle Macdonwald.

Macbeth e Banquo appaiono sulla scena, di ritorno ai loro castelli, facendo considerazioni sulla vittoria appena conseguita e sul tempo “brutto e bello insieme”.

Le tre streghe, che li stavano aspettando, compaiono e pronunciano profezie. Anche se Banquo per primo le sfida, esse si rivolgono a Macbeth. La prima lo saluta come “Macbeth, sire di Glamis”, titolo che Macbeth già possiede, la seconda come “Macbeth, sire di Cawdor”, titolo che non possiede ancora, e la terza “Macbeth, il Re”.

Macbeth è stupefatto e silenzioso, così Banquo ancora una volta tenta di fronteggiarle, anche se intimorito dall’aspetto delle Sorelle Fatali.
Le streghe dunque informano anche Banquo di una profezia, affermando che sarà il capostipite di una dinastia di re. Poi le tre streghe svaniscono, lasciando nel dubbio Macbeth e Banquo.

Sopraggiunge il re, che annuncia a Macbeth la concessione a suo favore del titolo di generale dell’armata Scozzese: la prima profezia è così realizzata.

Immediatamente Macbeth incomincia a nutrire l’ambizione di diventare sovrano.
Macbeth scrive alla moglie (Lady Macbeth) riguardo alle profezie delle tre streghe.

Quando Duncan decide di soggiornare al castello di Macbeth a Inverness, Lady Macbeth escogita un piano per ucciderlo e assicurare il trono di Scozia al marito.

Nella notte della visita, Lady Macbeth ubriaca le guardie del re, facendole cadere in un pesante sonno.

Macbeth si introduce nelle stanze di Duncan e lo pugnala a morte. Sconvolto dall’atto si rifugia da Lady Macbeth, la quale invece non si perde d’animo e recupera la situazione, imbrattando i volti delle guardie addormentate, le mani e le vesti col sangue del re. Il giorno dopo viene scoperto l’omicidio del sovrano.

In un simulato attacco di rabbia, Macbeth uccide le guardie prima che queste possano rivendicare la loro innocenza.

MacDuff è subito dubbioso riguardo alla condotta di Macbeth, ma non rivela i propri sospetti pubblicamente. Temendo per la propria vita, il figlio di Duncan, Malcolm, scappa in Inghilterra.Su questi presupposti Macbeth, per la sua parentela con Duncan, sale al trono di Scozia.

Macbeth non è a suo agio circa la profezia per cui Banquo sarebbe diventato il capostipite di una dinastia di re, temendo di essere a sua volta scalzato. Così lo invita a un banchetto reale e viene a sapere che Banquo e il giovane figlio, Fleance, usciranno per una cavalcata quella sera stessa. Macbeth ingaggia due sicari per uccidere Banquo e Fleance. Banquo viene dunque massacrato brutalmente, ma Fleance riesce a fuggire.

Macbeth si reca dalle streghe in cerca di certezze. A quel punto le tre sorelle Fatali interpellano gli spiriti: una testa armata dice a Macbeth “temi MacDuff”, un bambino insanguinato gli dice “nessun nato di donna può nuocerti”, un bambino incoronato gli dice “Macbeth non sarà sconfitto fino a che la foresta di Birnam non muova verso Dunsinane”. Infine appare un corteo di otto spiriti a simboleggiare i discendenti di Banquo, alla vista dei quali Macbeth si dispera.

Si avvia una stagione di sanguinaria persecuzione ai danni di tutti i lord di Scozia che il sovrano ritiene sospetti, e in particolare contro MacDuff.

Un gruppo di sicari viene inviato al suo castello per ucciderlo, ma una volta lì i mercenari non lo trovano, essendo questi recatosi in Inghilterra per cercare aiuto militare contro Macbeth e avviare una rivolta.

Gli assassini a ogni modo massacrano la moglie di MacDuff e i suoi figli. In Inghilterra MacDuff e Malcolm pianificano l’invasione della Scozia.

Di fronte all’avanzata dell’esercito ribelle, Macbeth pronuncia il famoso soliloquio (“Domani e domani e domani”). Richiede poi che gli siano portate armi e armatura, pronto a fronteggiare il suo nemico.

La battaglia infuria sotto le mura di Dunsinane, e il giovane Seyward, alleato di MacDuff, muore per mano del tiranno, il quale poi affronta MacDuff.

Macbeth ritiene di non avere alcun motivo di temere il lord ribelle perché non può essere ferito o ucciso da “nessuno nato da donna”, secondo la profezia delle streghe. MacDuff però dichiara di “essere stato strappato prima del tempo dal ventre di sua madre” e che quindi non era propriamente “nato” da donna.

I due combattono e MacDuff decapita Macbeth, realizzando così l’ultima delle profezie.
Anche se Malcolm, e non Fleance, salí al trono, la profezia delle streghe riguardante Banquo fu ritenuta veritiera dal pubblico di Shakespeare, che riteneva che re Giacomo I fosse diretto discendente di Banquo.

Giuseppe Verdi

Macbeth è anche la decima l’opera lirica di Giuseppe Verdi. Il libretto, tratto dal Macbeth di William Shakespeare, fu firmato da Francesco Maria Piave.

Dopo l’iniziale successo, il 14 marzo 1847, al Teatro della Pergola di Firenze, l’opera cadde nel dimenticatoio, e in Italia fu riportata in auge con strepitoso successo al Teatro alla Scala il 7 dicembre 1952, con Maria Callas nei panni della protagonista femminile.

Libretto

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