terra dei fuochi

“Leona’ è a regola”. Domenica sera davanti ad un bellissimo caminetto acceso abbiamo visto il capolavoro di Benigni e Troisi con i bambini. Natale, mio figlio, non smetteva di ridere per la scena di Leonardo che non riesce ad imparare le regole della scopa.

Ieri dopo aver letto la rassegna stampa sulla visita di Mattarella ad Acerra mi sono sentito un po’ così. Sono passati decenni e ogni volta ci troviamo a dover spiegare le stesse cose: cos’è la Terra dei fuochi e cosa comporta.

Come se avessimo davanti a noi tanti Leonardo del 1492, non siamo capaci di far comprendere a questi signori cosa sia la Terra dei fuochi.

Non lo ha capito il Presidente De Luca e non l’hanno capito in tanti. Per Terra dei fuochi noi giornalisti dell’area Nord intendiamo i roghi tossici e nocivi. Quelli che infestano l’aria un giorno sì e l’altro pure.

De Luca, impegnato nel raccontare un Campania prima della classe, non vuole ammettere a se stesso la verità. C’è una parte della Regione che amministra dove le regole purtroppo non vengono rispettate e dove si continua a bruciare.

I roghi ci sono e sono enormi e l’impegno dello Stato sul tema non ha prodotto grandi risultati. Perché le nostre campagne sono piene di rifiuti pronti per essere incendiati.

Siamo vittime di un doppio ricatto, da un lato quelli che incendiano e dall’altro tv e giornali foraggiati dalle aziende del Nord che non vedeno l’ora di dipingere la Campania come l’ultima della classe e bastonarci.

Un corto circuito che porta a posizioni estreme: da un lato De Luca nega la Terra dei fuochi, dall’altro il Vescovo Di Donna vorrebbe che si parlasse solo e sempre di ambiente.

La verità è che entrambe le posizioni non hanno prodotto risultati: chiudere gli occhi non risolve i problemi, urlare con in mano le foto dei bimbi morti di tumore fa guadagnare articoli di giornale e qualche scranno in parlamento ma nessun intervento concreto. Se non a danno della nostra agricoltura.

Quello di cui abbiamo bisogno è di ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Per fare questo abbiamo bisogno innanzitutto di non vedere più colonne di fumo nero dalle nostre finestre. Costi quel che costi. Perché se non si riescono a fermare i roghi non andiamo da nessuna parte. Farlo è interesse di tutti.

Se continuiamo invece a non voler capire qual è il problema allora…non ci resta che piangere.

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