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Guerra per la droga a Scampia, i Vanella Grassi rapinano i corrieri degli Amato-Pagano di 20 chili di coca

Guerra per la droga a Scampia, i Vanella Grassi rapinano i corrieri degli Amato-Pagano di 20 chili di coca
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È stata commissionata da Simone Bartiromo, poi arrestato nel luglio 2025 in Spagna, la rapina da 20 chili di cocaina messa a segno nell’aprile 2023 a Casavatore. Un colpo, organizzato ai danni di due corrieri calabresi incaricati del trasporto della droga destinata al clan Amato-Pagano, che ha portato oggi all’arresto di nove persone tra affiliati alla camorra e alla cosca calabrese Nirta-Strangio.

Guerra per la droga a Scampia, i Vanella Grassi rapinano i corrieri degli Amato-Pagano di 20 chili di coca

Le indagini, sviluppate tra il 2024 e il 2025 dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Napoli e coordinate dalla DDA di Napoli, hanno consentito di ricostruire le fasi organizzative ed esecutive della rapina a mano armata, avvenuta lungo la circumvallazione esterna, e perpetrata da soggetti affiliati al clan Vanella Grassi. Fondamentali per l’inchiesta sono state le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, che hanno permesso di individuare l’esatta ubicazione dell’agguato, le motivazioni e i presunti organizzatori ed esecutori materiali.

Secondo quanto emerso, a commissionare il colpo sarebbe stato proprio Simone Bartiromo, 34 anni, broker della droga considerato l’erede di Raffaele Imperiale, attualmente detenuto nel carcere di Tolmezzo, in provincia di Udine. L’uomo avrebbe contratto in passato un debito da 500mila euro nei confronti del clan Vanella-Grassi e per saldare il suo debito avrebbe venduto proprio ai Vanella l’informazione sulla spedizione del carico di droga destinato al clan Amato-Pagano.

Il tradimento però non sarebbe passato inosservato, tanto che la ’ndrangheta avrebbe poi deciso di mettere su di lui una taglia da 120mila euro. Dalle investigazioni dei Carabinieri è emerso inoltre che la cosca calabrese avrebbe valutato anche il rapimento della moglie di Bartiromo come forma di ritorsione. Un aspetto che ha destato forte preoccupazione tra gli inquirenti. Per mettere pressione psicologica sull’uomo, i mafiosi calabresi avrebbero persino diffuso un video in rete che mostra l’esecuzione ai danni di “traditore”. Il filmato sarebbe finito sul dark web e sarebbe stato poi intercettato dalla Procura.

Gratteri: “Paura per eventuali ritorsioni”

“Siamo preoccupati – ha dichiarato il procuratore di Napoli Nicola Gratteri nel corso di una conferenza stampa – perché conosciamo il modo di pensare della ’ndrangheta e per questo abbiamo chiesto all’ideatore del colpo se vuole essere tutelato”. Il riferimento di Gratteri è proprio a Bartiromo, che ora potrebbe finire nel mirino della ‘ndrina rapinata del carico di droga dalla soffiata del 34enne napoletano.

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