Omicidio Napoli, rapinatore ucciso a coltellate mentre tentava un furto: chi era Marco Barbuto

Omicidio Napoli, rapinatore ucciso a coltellate mentre tentava un furto: chi era Marco Barbuto
Imposta Teleclub come fonte preferita

Si chiamava Marco Barbuto, aveva 48 anni ed era noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti legati alle rapine di orologi di lusso. È lui l’uomo ucciso a coltellate nella notte tra lunedì 26 e martedì 27 ottobre, in via San Giovanni in Porta, nella zona dell’Anticaglia, nel cuore del centro storico di Napoli.

Un omicidio sul quale stanno indagando gli agenti della Squadra Mobile, impegnati a ricostruire la dinamica dell’aggressione e a individuare i responsabili. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori anche quella di un tentativo di furto o rapina degenerato in un’aggressione mortale.

Omicidio all’Anticaglia, Marco Barbuto trovato morto in strada

Il corpo del 48enne è stato rinvenuto in strada, con diverse ferite provocate da un’arma da taglio. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e i sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Durante i primi rilievi sarebbero stati individuati alcuni elementi ritenuti significativi per le indagini, tra cui un passamontagna, guanti in lattice e uno scooter con la targa occultata. Particolari che hanno spinto gli investigatori a valutare la possibilità che l’omicidio sia avvenuto durante un’azione criminale. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione ancora da verificare.

Chi era Marco Barbuto: le rapine di Rolex tra Forte dei Marmi e Pietrasanta

Marco Barbuto era una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine. Il suo nome era finito al centro delle cronache giudiziarie nel 2018, quando venne coinvolto in un’inchiesta su una serie di rapine e furti di orologi di pregio commessi in Versilia.  Secondo le ricostruzioni investigative dell’epoca, Barbuto avrebbe fatto parte di un gruppo specializzato nei colpi ai danni di proprietari di Rolex e altri orologi di lusso, con episodi avvenuti tra Forte dei Marmi, Marina di Pietrasanta e Viareggio.

Nel febbraio 2018 era stato raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare nell’ambito di un’indagine dei carabinieri sulle rapine commesse tra il 2015 e il 2017. Nell’ottobre dello stesso anno, secondo quanto riportato dalle cronache giudiziarie, arrivò anche una condanna del Tribunale di Lucca per una serie di episodi legati ai furti e alle rapine di orologi di valore.

I rapporti negli ambienti criminali e il nome del clan Savarese

Nelle vicende giudiziarie che avevano coinvolto Barbuto erano emersi anche contatti con persone legate, per rapporti familiari, ad ambienti della criminalità organizzata napoletana. Tra gli imputati di un procedimento relativo alle rapine in Versilia figurava anche un nipote di Salvatore Savarese, indicato come esponente di riferimento dell’omonimo clan attivo nel centro storico di Napoli. Quest’ultimo imputato era stato assolto in primo grado. Si tratta di circostanze relative a precedenti vicende giudiziarie che, allo stato attuale, non dimostrano alcun collegamento con l’omicidio avvenuto all’Anticaglia.

Indagini della Squadra Mobile: si cerca il responsabile dell’omicidio

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire gli ultimi spostamenti di Marco Barbuto e di stabilire chi si trovasse con lui nei momenti precedenti all’aggressione. Tra gli elementi al vaglio della polizia figurano anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, che potrebbero fornire indicazioni utili sui movimenti della vittima e degli eventuali aggressori.

Resta ancora da chiarire il movente del delitto. Gli inquirenti dovranno stabilire se il 48enne sia stato ucciso durante un tentativo di furto finito male oppure se dietro l’aggressione possano nascondersi altre ragioni. mLe indagini proseguono per fare piena luce sull’omicidio che ha scosso il centro storico di Napoli.

Ti potrebbe interessare

Torna in alto