Carlo Alvino: «Meno male che c’è Allegri. La sua esperienza può rendere il Napoli protagonista anche in Europa»

Carlo Alvino, nel corso del suo editoriale “Dillo ad Alvino”, in onda alle ore 12 su Teleclub Canale 77, ha acceso i riflettori sulla sfida di Champions League che attende il Napoli, individuando in Massimiliano Allegri il principale punto di riferimento per affrontare con ambizione il percorso europeo.

«Vado subito al nocciolo della questione: meno male che c’è Massimiliano Allegri. In questo viaggio del Napoli in Europa abbiamo un allenatore che viene spesso etichettato dalla narrazione dominante come l’emblema del cinismo e del non gioco».

Il commentatore ha contestato questa interpretazione del tecnico toscano, sottolineando come la sua capacità di modificare l’assetto della squadra in funzione delle caratteristiche dei calciatori e delle situazioni di gara costituisca una precisa identità calcistica, piuttosto che un limite.

«La sua concretezza viene spesso confusa erroneamente con una mancanza di idee geniali, ma rappresenta in verità la sua carta vincente per gestire il calcio con sapienza e intelligenza».

L’appuntamento europeo richiederà soprattutto lucidità nelle scelte e capacità di leggere i momenti della partita. Qualità che Alvino riconosce ad Allegri e che considera fondamentali per migliorare la posizione degli azzurri nella classifica della competizione.
Il discorso si è quindi allargato alle prospettive stagionali del Napoli. La crescita mostrata dalla squadra alimenta la convinzione che gli azzurri possano puntare a traguardi importanti non soltanto in campionato, ma anche sul palcoscenico internazionale.

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«È grazie alla sua esperienza che il Napoli non solo si è rimesso in carreggiata, ma vuole vestire i panni del protagonista. In Italia sicuramente e, perché no, anche in Europa, che sappiamo essere l’ossessione del presidente Aurelio De Laurentiis».

Proprio il rapporto tra gli obiettivi europei della società e il lavoro degli allenatori ha offerto ad Alvino lo spunto per richiamare le precedenti esperienze di Luciano Spalletti e Antonio Conte, entrambi protagonisti di successi storici alla guida del Napoli.

«Gli ultimi due allenatori prima di Allegri, Luciano Spalletti e Antonio Conte, sono stati straordinariamente bravi. Entrambi hanno chiuso le loro esperienze napoletane con una vittoria storica, conquistando lo scudetto. Ma nel rapporto con De Laurentiis, su tutti e due ha pesato l’uscita dalla Champions League».

Un precedente che rende ancora più significativo il cammino europeo affidato ad Allegri: un allenatore chiamato a coniugare la competitività in Italia con la volontà del club di affermarsi anche oltre i confini nazionali.

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