Se la Polonia dice no, perché non provare in Repubblica Ceca o in Croazia? Già, perché il PBUK, l’organismo che rappresenta le compagnie assicurative polacche, ha deciso di contrastare la cosiddetta “Truffa Neapolski”. Ma i “cacciatori” di targhe straniere tra Napoli e provincia non si arrendono: starebbero iniziando a puntare altri lidi per eludere i costi dell’RC auto e del bollo tramite contratti di noleggio a lungo termine.
Targhe straniere, il business si sposta in Croazia e Repubblica Ceca
È la pagina Facebook del deputato Francesco Emilio Borrelli a riportare i contenuti di persone che sponsorizzerebbero “il servizio”. Circola in particolare un volantino dalla grafica accattivante che recita “Targa croata? Ci pensiamo noi, guida senza pensieri” o “Chiamaci subito” per preventivi “gratuiti e senza sorprese”. In un video, invece, un uomo garantisce di sbrigare tutta la pratica per ottenere una targa ceca in soli dieci giorni. Un procacciatore nato.
Il trucco funziona così: si cancella un veicolo dal Pubblico Registro Automobilistico italiano e lo si immatricola di nuovo presso una società straniera, per poi riprenderlo in finto noleggio. E il gioco è fatto: polizza RC auto e bollo elusi poiché a carico della società straniera. Ma i temerari non hanno paura delle possibili ripercussioni, a quanto pare. Presto la Polonia potrebbe diventare un luogo qualsiasi e non più l’eldorado per RC auto a basso costo. Secondo l’Aci il numero di veicoli con targa polacca arriverebbe a 50mila unità. Varsavia se n’è accorta e non ci sta più: vuole 80 milioni di euro di risarcimento.
Possibile stretta su targhe straniere
Dal canto suo l’Italia non sta a guardare e lavora a una possibile contromossa. È in fase di discussione in Parlamento nel testo base del nuovo Codice della Strada l’obbligo di stipulare una polizza Rc auto italiana per tutti i veicoli con targa straniera che circolano nella penisola. Lo stesso Borrelli, però, ribadisce la necessità di una “tariffa unica per gli automobilisti virtuosi” e che “la Campania e il Sud non possono continuare a pagare il prezzo delle disparità territoriali: chi rispetta le regole deve essere tutelato, non penalizzato”, conclude il deputato.
Di Claudio Tranchino






