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Agguato a Pimonte, ucciso il boss Raffaele Afeltra: aveva 69 anni ed era uscito da poco dal carcere

Un agguato mortale scuote Pimonte, piccolo comune dell’area vesuviana in provincia di Napoli. Nella serata di domenica 30 agosto Raffaele Afeltra, 69 anni, è stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco esplosi da persone al momento non identificate. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

Agguato a Pimonte, ucciso il boss Raffaele Afeltra: aveva 69 anni ed era uscito da poco dal carcere

 

Afeltra era tornato recentemente in libertà dopo un periodo trascorso in carcere. Il suo nome era noto agli investigatori per il ruolo attribuitogli negli ambienti della criminalità organizzata locale: era infatti considerato uno storico esponente di vertice del clan Afeltra-Di Martino, conosciuto anche come clan dei Monti Lattari, gruppo radicato da tempo nell’area.

Secondo le prime informazioni disponibili, il 69enne sarebbe stato avvicinato dai suoi assassini e raggiunto mortalmente da quattro colpi di fucile esplosi a distanza ravvicinata davanti al genero che era con lui. La dinamica esatta dell’azione resta però ancora da definire e proprio su questo aspetto si sta concentrando il lavoro degli investigatori.

Le indagini

 

A Pimonte sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia insieme ai militari del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata. I rilievi effettuati sulla scena serviranno a stabilire quanti colpi siano stati esplosi, la posizione degli aggressori e ogni altro elemento utile a ricostruire le fasi dell’omicidio.

Uno dei punti centrali dell’inchiesta riguarda adesso il movente. Gli investigatori dovranno comprendere se l’uccisione sia maturata nell’ambito di contrasti interni alla criminalità organizzata, se possa essere collegata a rivalità tra gruppi oppure se dietro l’agguato vi siano ragioni differenti. L’omicidio riaccende inevitabilmente l’attenzione sugli equilibri criminali tra l’area vesuviana e quella dei Monti Lattari. La storia e le frequentazioni della vittima, così come i suoi movimenti dopo la scarcerazione, potrebbero diventare elementi importanti per individuare la pista investigativa da seguire. Al momento non risultano persone fermate.

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