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Fermato il presunto killer del giornalista Luca Esposito: si nascondeva in un casolare

Fermato il presunto killer del giornalista Luca Esposito

C’è una svolta nell’inchiesta sull’omicidio di Luca Esposito, il giornalista 53enne trovato senza vita nelle campagne di Eboli, in provincia di Salerno. I carabinieri del Comando Provinciale di Salerno, con il supporto del Ros e dei Cacciatori di Puglia, hanno arrestato il presunto autore del delitto, rintracciato all’interno di un casolare abbandonato nella zona sud della provincia.

L’uomo era ricercato da giorni ed è stato individuato al termine di una complessa attività investigativa che ha incrociato dati informatici, immagini di videosorveglianza e analisi dei dispositivi elettronici della vittima.

Le indagini: chat, computer e immagini decisive

Secondo i primi elementi raccolti dagli investigatori, il movente dell’omicidio sarebbe riconducibile alla sfera privata del giornalista.

Determinanti si sono rivelate le analisi effettuate sul computer e sui telefoni cellulari sequestrati nell’abitazione di Esposito, a Lancusi di Fisciano. Molti dei dispositivi rinvenuti erano vecchi modelli, privi di schede SIM e non più utilizzati, ma gli esperti dell’Arma hanno concentrato il proprio lavoro soprattutto sul cellulare principale in uso alla vittima.

L’esame delle conversazioni e dei messaggi è stato incrociato con le immagini registrate da un impianto di videosorveglianza installato presso un’azienda agricola in località Cioffi, a Eboli. I filmati avrebbero confermato che Luca Esposito non era solo quando si è recato nel luogo in cui è stato successivamente ucciso.

L’ipotesi investigativa

Gli accertamenti avrebbero ricostruito che il presunto assassino sarebbe arrivato insieme alla vittima sul luogo del delitto, viaggiando nella stessa automobile. Un elemento che ha ristretto il campo delle indagini e consentito agli investigatori di identificare il sospettato, poi rintracciato e arrestato. L’inchiesta prosegue per chiarire l’esatta dinamica dell’omicidio e verificare eventuali responsabilità di altre persone.

Una vita tra realtà e identità costruite

Nel corso delle indagini è emerso anche un quadro complesso della vita personale di Luca Esposito. Gli investigatori hanno approfondito contatti, conoscenze e profili digitali del giornalista, facendo emergere diverse incongruenze tra quanto raccontato dall’uomo e la realtà dei fatti.

Secondo gli accertamenti, Esposito avrebbe dichiarato in più occasioni di essere funzionario della Regione Campania, dipendente dell’Arpac e persino biologo, circostanze che sarebbero state smentite dalle verifiche effettuate.

Anche la presunta vita coniugale sarebbe risultata diversa da quanto raccontato: il giornalista sosteneva di essere sposato con una farmacista casertana, mostrando una fede nuziale che, secondo quanto emerso, apparterrebbe invece a uno dei suoi genitori defunti.

Resta invece confermata la sua attività nel mondo dell’informazione: Luca Esposito era regolarmente iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania, nell’elenco dei pubblicisti, dal 2012, ed era noto come commentatore sportivo.

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