Nuovo capitolo giudiziario per il gruppo criminale riconducibile a Giuseppe Sasso, ritenuto dagli inquirenti uno dei principali riferimenti della criminalità organizzata ad Afragola. La Corte di Cassazione, Prima Sezione Penale, ha annullato con rinvio diverse condanne emesse lo scorso gennaio dalla Corte d’Appello di Napoli, disponendo un nuovo giudizio davanti a un’altra sezione della Corte territoriale.
Afragola, la Cassazione annulla le condanne del gruppo Sasso: nuovo processo d’Appello per boss e gregari
Tra i provvedimenti più rilevanti c’è quello che riguarda Giuseppe Sasso, conosciuto come “‘O Nenni”, condannato in Appello a 16 anni e 8 mesi di reclusione, pena determinata anche in continuazione con una precedente sentenza. La Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Dario Carmine Procentese, annullando la decisione impugnata.
Accolto anche il ricorso relativo a Vincenzo De Pompeis, detto “‘A Lupara”, ritenuto il braccio destro di Sasso. Per lui la Corte d’Appello aveva inflitto una condanna a 12 anni e 4 mesi di carcere, ora annullata dalla Cassazione dopo il ricorso dello stesso legale.
La Suprema Corte ha inoltre disposto un nuovo esame per Domenico Marrone, conosciuto come “Mimì Coca Cola” di Giugliano. L’imputato, difeso dall’avvocato Luigi Poziello, aveva già ottenuto in Appello una consistente riduzione della pena, pari a sei anni rispetto alla condanna di primo grado. Anche in questo caso la sentenza è stata annullata con rinvio.
Per Pasquale Varriale, imputato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e assistito dall’avvocato Procentese, l’annullamento riguarda esclusivamente l’aumento di pena applicato per la continuazione.
La Cassazione è intervenuta anche sulla posizione di Antonietta e Veronica Parziale, disponendo un nuovo esame limitatamente alla determinazione della pena. Sono stati accolti i motivi di ricorso presentati dagli avvocati Raucci e Pagliaro.
Per tutti gli imputati interessati dal provvedimento, la Suprema Corte ha disposto un nuovo giudizio davanti a un’altra sezione della Corte d’Appello di Napoli, che dovrà rideterminare le pene in relazione alle contestazioni, tra cui associazione di stampo mafioso, traffico di stupefacenti, detenzione di armi ed estorsione. La decisione della Cassazione non equivale a un’assoluzione, ma comporta un nuovo esame dei punti della sentenza annullati.






