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Giro di droga a Marano, nuove condanne in Appello: pene ridotte per diversi imputati

Giro di droga a Marano, nuove condanne in Appello: pene ridotte per diversi imputati

La Corte d’Appello di Napoli, Prima Sezione Penale, ha emesso una nuova sentenza nell’ambito di un importante processo di camorra, rideterminando le pene nei confronti di numerosi imputati coinvolti nell’inchiesta. Il provvedimento, datato 11 maggio 2026, arriva in parziale riforma della sentenza emessa dal GIP del Tribunale di Napoli il 29 aprile 2025.

I giudici hanno confermato gran parte dell’impianto accusatorio, modificando però alcune condanne e riconoscendo, in diversi casi, la continuazione con precedenti reati già giudicati in altre sentenze definitive della Corte d’Appello di Napoli.

Ridotte le pene per numerosi imputati

Tra le principali decisioni della Corte figura la riduzione della pena per Pasquale Carbone, condannato a 7 anni e 4 mesi di reclusione. Rideterminata anche la pena per Giovanni Montagna, che dovrà scontare 9 anni e 2 mesi. Condanne ridotte anche per: Michele Tessier: 7 anni di reclusione; Mariano D’Ambrosio: 9 anni, 1 mese e 10 giorni; Antonio Pinto: 7 anni e 20 giorni; Mirko Russo: 7 anni e 2 mesi; Luca Gargiulo: 7 anni e 10 giorni.

Per Gaetano Marrandino la Corte ha rideterminato la pena in 4 anni e 2 mesi di reclusione e 22mila euro di multa, revocando inoltre alcune pene accessorie e sostituendo l’interdizione perpetua dai pubblici uffici con quella temporanea di cinque anni.

Confermate le condanne più pesanti

Tra le condanne più rilevanti confermate dalla Corte figura quella nei confronti di Marcello Tipaldi, per il quale è stata riconosciuta la continuazione con altri reati già giudicati: la pena è stata rideterminata in 16 anni, 8 mesi e 20 giorni di reclusione. Ridotta anche la pena per Gennaro Corrado, condannato a 14 anni, 8 mesi e 20 giorni. Per Pasquale Corrado, invece, esclusa la contestata recidiva: la pena è stata fissata in 2 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione oltre a 14mila euro di multa.

Attenuanti e conferme per altri imputati

La Corte ha inoltre riconosciuto le attenuanti generiche ad Aurelio Castellano, condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione e 20mila euro di multa, con revoca dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici sostituita da quella temporanea di cinque anni. Per Sandrino Castellano la pena è stata ridotta a 3 anni e 4 mesi di reclusione e 16mila euro di multa. Rideterminata anche la condanna di Luigi Cesaro, che dovrà scontare 14 anni e 2 mesi di reclusione. La Corte ha invece confermato integralmente la sentenza nei confronti di Gennaro Carbone, condannandolo anche al pagamento delle spese processuali.

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