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Caso Domenico Caliendo, nuovo cellulare in sala operatoria: foto e video nelle mani della Procura

Caso Domenico Caliendo, nuovo cellulare in sala operatoria: foto e video nelle mani della Procura

Proseguono le indagini sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, deceduto dopo un trapianto di cuore fallito all’ospedale Monaldi di Napoli. Una nuova svolta arriva dal sequestro di un cellulare contenente foto e video girati direttamente nella sala operatoria, ritenuti elementi chiave per la Procura. Ad anticipare la notizia è Il Mattino.

Il sequestro del cellulare e gli accertamenti tecnici

Il pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante, sulla base delle nuove informative dei Nas dei carabinieri, ha disposto il sequestro del telefono di un operatore socio sanitario presente durante l’intervento del 23 dicembre. Nel dispositivo sarebbero presenti immagini e video “rilevanti” per ricostruire quanto accaduto in sala operatoria. Il pm ha inoltre nominato consulenti tecnici per effettuare accertamenti non ripetibili e acquisire una copia forense del materiale.

Sette medici indagati per omicidio colposo

L’inchiesta vede coinvolti sette medici, iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Per due di loro è contestato anche il reato di falso in cartella clinica. La notifica degli accertamenti è stata inviata sia ai legali della famiglia del bambino sia ai professionisti coinvolti nella vicenda.

Al centro dell’indagine resta la gestione del cuore destinato al trapianto, prelevato a Bolzano e trasportato a Napoli. Secondo le ipotesi investigative, l’organo sarebbe arrivato danneggiato a causa delle bassissime temperature durante il viaggio. Una testimonianza chiave riferisce che il cuore si presentava come un blocco di ghiaccio, circostanza che avrebbe generato momenti di panico in sala operatoria.

Contrasti nelle versioni e nuove audizioni

Emergono anche possibili incongruenze nella ricostruzione dei fatti. Secondo quanto riferito dal caposala, il clampaggio dell’aorta sarebbe avvenuto prima dell’arrivo del cuore, versione che contrasterebbe con quanto riportato nei documenti ufficiali. Per questo motivo la Procura ha deciso di riascoltare alcune persone informate sui fatti, tra cui membri dell’equipe medica presenti durante l’intervento.

Indagini ancora in corso

Gli investigatori continuano a lavorare per chiarire ogni passaggio della vicenda e accertare eventuali responsabilità. Il nuovo cellulare sequestrato potrebbe rappresentare un elemento decisivo per ricostruire con precisione quanto accaduto quel giorno.

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