Sequestrata l’area di via della Sapienza, a Frignano. L’operazione è stata condotta dalla Polizia Provinciale di Caserta, sotto il coordinamento del comandante Biagio Chiariello, che ha apposto i sigilli a un piazzale trasformato in una vera e propria discarica a cielo aperto. Nell’area erano accatastati ingenti quantitativi di rifiuti: scarti tessili, pneumatici fuori uso, amianto, materiali di risulta provenienti dall’edilizia, componenti meccanici di autovetture, plastica e numerosi altri materiali. Secondo quanto emerso, tutto era pronto per essere incendiato, con il concreto pericolo di roghi tossici a ridosso dei terreni agricoli circostanti.
Frignano, sequestrata maxi-discarica dalla Polizia Provinciale di Caserta
Particolarmente inquietante la scoperta di alcune condotte fognarie completamente ostruite dai rifiuti interrati, tanto da risultare ricoperte da una fitta vegetazione cresciuta nel tempo. Il provvedimento arriva dopo mesi di segnalazioni da parte di istituzioni e cittadini. In un primo momento erano stati i consiglieri comunali di opposizione Aldo Simonelli e Vincenzo Mastroianni a denunciare alle autorità il grave stato di degrado dell’area, presentando specifici esposti. In seguito, diverse associazioni locali impegnate nella tutela ambientale e nelle attività di bonifica hanno continuato a monitorare e documentare l’ampliarsi del fenomeno.
La vicenda ha poi assunto un rilievo nazionale dopo il sopralluogo effettuato dal deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha contribuito a richiamare l’attenzione delle istituzioni e dei media sulla situazione. L’intervento della Polizia Provinciale ha consentito di bloccare l’area per avviare gli accertamenti sulle eventuali responsabilità penali connesse alla gestione e allo smaltimento illecito dei rifiuti, in un territorio a forte vocazione agricola. Gli agenti hanno delimitato il sito e notificato il sequestro.
Durante le verifiche sono stati trovati anche diversi pali della pubblica illuminazione tranciati, probabilmente per recuperare il ferro, materiale spesso oggetto di commercio illegale. Al termine delle operazioni, svolte con il supporto dei tecnici dell’Arpac, sono stati posti i sigilli non solo al piazzale ma anche ad alcuni terreni privati invasi dai rifiuti. È stato quindi trasmesso un dettagliato rapporto all’Autorità Giudiziaria per i reati ipotizzati, tra cui quello di inquinamento ambientale.







