Otto furti di auto, consumati tra le province di Caserta e Napoli, e undici estorsioni commessi con il cosiddetto “cavallo di ritorno”. Sono gli episodi contestati a 7 persone, colpite da misure cautelari emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord. 

Sgominata la banda dei “Cavalli di ritorno” tra Napoli e Caserta: 4 arresti

Di queste, una è finita in carcere e altre tre agli arresti domiciliari. Per gli altri invece è stato disposto il divieto di dimora, mentre per un altro indagato è stato deciso l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le ordinanza sono state eseguite dai Carabinieri di Trentola Ducenta.

Gli indagati sono residenti nelle province di Napoli e Caserta e sono tutti gravemente indiziate dei delitti di associazione per delinquere finalizzata ai furti di auto ed alle conseguenti estorsioni col metodo del cosiddetto “cavallo di ritorno”.

Le indagini

Il provvedimento è scaturito dalle indagini avviate dai Carabinieri che avevano registrato un notevole aumento di furti di autovetture nei comuni dell’Agro aversano a partire dal mese di marzo scorso.

L’organizzazione

Dalle indagini è emerso che quattro degli indagati erano specializzati nei furti di autovetture e uno di questi, con la collaborazione di un quinto complice, commetteva le estorsioni nei confronti delle vittime.
Le vittime, secondo quanto ricostruito, venivano contattate telefonicamente dalla banda che pretendeva somme in denaro, solitamente intorno ai 1000 euro, per la restituzione del veicolo rubato.
Gli altri due indagati, titolare e dipendente di una società di noleggio autovetture, fornivano agli autori dei delitti le auto che utilizzavano per commettere l’attività illecita, intestando il contratto di locazione ad ignari soggetti estranei ai fatti.
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