13 arresti clan casalesi

Tredici arresti per fermare il nuovo clan dei Casalesi. Carabinieri e Polizia di Stato nell’ambito di un’indagine coordinata dalla DDA ha documentato il ritorno della mafia casertano tra le province di Napoli e Caserta. La consorteria criminale aveva anche un obiettivo importante. Cioè stendere la sua influenza alla città di Giugliano, interessata da un vuoto di potere dopo la decapitazione dello storico clan Mallardo.

Clan dei Casalesi, il nuovo gruppo criminale: tredici arresti

Tra i destinatari delle misure cautelari figurano due vecchie conoscenze dei pm antimafia. A loro la magistratura contesta il ruolo di organizzatori e promotori dei gruppo malavitosi. Si tratta di Oreste Reccia, di Casal di Principe, e Vincenzo Ucciero, di Villa Literno.

Entrambi, dopo la scarcerazione, avevano rimesso in moto, secondo gli investigatori, la macchina delle estorsioni e dei pestaggi ai danni di imprenditori e commercianti della zona. Usavano l’arma intimidatoria dell’appartenenza al clan per estorcere danaro. I pm (Graziella Arlomede e Francesco Raffaele e Maurizio Giordano) contestano agli indagati diverse estorsioni aggravate dal metodo mafioso, perpetrate con lo scopo di agevolare una organizzazione mafiosa.

Arresti anche a Giugliano

I territori in cui si stava rifacendo forte la pressione mafiosa armata sono quelli originari: Aversa, San Cipriano, san Marcellino, Giugliano in Campania a Villa Literno. Carabinieri e Polizia hanno sequestrato delle armi che Ucciero e Reccia hanno tirato fuori per riorganizzare a livello militare i gruppi: si tratta di diverse pistole ma anche di un kalashnikov e del relativo munizionamento. Nessuna delle vittime, alle quali venivano imposti ratei tra 1000 e 1500 euro, ha avuto il coraggio di denunciare le estorsioni. Sono state le indagini delle forze dell’ordine a scoperchiare il clima di terrore in cui vivevano i commercianti della zona.

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