Pozzuoli. Duemila euro per mantenere le famiglie dei detenuti. Questa la quota estorsiva imposta da tre soggetti vicini al clan Longobardi-Beneduce, egemone in area flegrea, al titolare di un cantiere nautico.

Pozzuoli, chiedevano il pizzo per le famiglie dei detenuti: 3 arresti nel clan Longobardi-Beneduce

In seguito alle indagini, stamattina i carabinieri Carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare per estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti dei tre giovani di Pozzuoli, tutti vicini ad ambienti legati al clan “Longobardi-Beneduce”.

Si tratti di D.S.R. classe ’86 e S.L. classe ’82, arrestati e ristretti presso la Casa circondariale di Napoli-Poggioreale (dove il secondo era già ristretto per altra causa). Mentre a D.S.V.E. cl. 93, è stata notificata la misura del divieto di dimora nella Regione Campania.

Le indagini

Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale Ordinario di Napoli. In particolare, l’inchiesta scaturisce a seguito di una segnalazione ricevuta dai carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Napoli nel corso di un controllo per la repressione di reati ambientali presso un cantiere nautico di Licola di Pozzuoli.

Dalle successive indagini, è emerso come il titolare del cantiere, nel mese di dicembre 2020, a ridosso delle festività natalizie, avesse ricevuto una richiesta estorsiva di 2000 euro da destinare alle famiglie dei detenuti.

Dopo le intimidazioni ricevute, l’uomo aveva versato una prima rata da mille euro per ottenere in cambio la “protezione” del sodalizio criminale.

Le richieste, rivolte direttamente alla vittima, erano state effettuate dagli indagati recandosi presso il rimessaggio o, talvolta, dando appuntamenti in altri punti della località Licola, come per rimarcare l’area di influenza del gruppo.

 

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