E’ stato assolto per non aver commesso il fatto A.F., il marinaio giuglianese coinvolto nei fatti di Nave Caprera di rientro dalla missione Mare nostrum in Libia. Il 15 luglio del 2018, arrivati nel porto di Brindisi, marinai dell’equipaggio furono scoperti a scaricare decine di casse di tabacchi esteri lavorati, ed a seguito della denuncia degli ufficiali in capo, le operazioni di sbarco furono sospese ed informate le autorità civili e militari.

NAVE CAPRERA, ASSOLTO MARINAIO GIUGLIANESE

Il giorno seguente, a seguito di ispezione, le sigarette furono rinvenute nella cala dei pezzi di rispetto, sulla quale il marinaio giuglianese aveva la custodia unitamente al Maresciallo R.C. che viceversa è stato condannato. L’11 maggio 2020, quattro marinai della nave, tra cui un ufficiale motorista, il maresciallo che gestiva la centrale di propulsione, un sottocapo meccanico ed  il primo capo A.F., responsabile della cala dove si trovavano 70 bustoni contenenti ciascuno 10 chili di tabacchi lavorati esteri, furono destinatari di una ordinanza di custodia cautelare.

Oggi, il Presidente dell’Ufficio GIP di Brindisi, Dott. Valerio Fracassi, che si è occupato di un caso così scottante per lo Stato maggiore della Marina Militare ed il Ministero della Difesa; che ha avuto eco fino agli USA con numerosi articoli pubblicati anche dal NY Times ed alla U.E. che si è occupata a più riprese dei comportamenti dei nostri militari in missione, ha condannato tutti gli imputati, assolvendo il solo A.F. Il caso ebbe molto clamore anche a causa della trasmissione Le Iene, che in varie occasioni ha affrontato la vicenda con i responsabili di bordo ed i superiori.

“Molto soddisfatto” dichiara all’uscita del dispositivo l’avvocato Marco Sepe, che nonostante il clamore del caso, dall’arresto del proprio assistito non ha mai voluto rilasciare dichiarazioni su una questione nei confronti della quale ha sempre tenuto il massimo riserbo, ma rispetto alla quale ha sin da subito manifestato forti dubbi in termini di responsabilità del proprio cliente, alla fine assolto, ed immediatamente scarcerato.

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