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Slitta a gennaio 2022 l’assegno unico per i figli. Il sussidio che doveva partire a luglio, entrerà a regime da gennaio.

“L’assegno unico universale completo partirà a regime da gennaio 2022, ma il percorso comincerà dal primo luglio. Non vogliamo che accada che le famiglie italiane abbiano dei disagi” ha detto qualche giorno fa, a Sky TG24, la ministra per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti.

Il problema fondamentale non sta solo nei tempi stretti per la definizione dei decreti attuativi della legge delega in vigore da aprile che disegna la cornice entro la quale andranno a definirsi criteri e modalità specifiche dell’assegno unico per i figli, ma anche nel fatto che la nuova misura dovrà andare a sostituire tutta una serie di bonus per le famiglie, ANF e detrazioni fiscali con un passaggio che dovrà essere graduale.

Assegno unico per i figli

Per 6 mesi, dunque, saranno ancora erogati assegni famigliari e bonus bebè, ma intanto verranno raccolte le domande per il nuovo assegno universale che a regime assorbirà tutti gli altri strumenti di welfare parentale. Tutti i sussidi saranno dunque raccolti sotto un unico assegno.

L’assegno unico sarà un contributo mensile o un credito d’imposta di cui le famiglie potranno beneficiare per ciascun figlio da 0 fino ai 21 anni di età. In caso di maggiore età potrà essere erogato direttamente ai figli. E può essere erogato già dal settimo mese di gravidanza.

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Sarà di importo fino a 250 euro circa. L’ammontare dell’assegno sarà modulato in base all’Isee e diviso in parti uguali tra i genitori. È prevista una maggiorazione a partire dal secondo figlio e un aumento tra il 30% e il 50% in caso di figli disabili.

Ma quali sono i dubbi? I nodi principali sono relativi all’Isee. Vincolare l’importo dell’assegno all’Indicatore della situazione economica equivalente della famiglia, è stato fatto notare, può ad esempio scoraggiare il secondo percettore di reddito, in genere la donna, dal cercare un impiego o dal continuare a lavorare, per non veder calare l’importo del contributo pubblico. Una correzione suggerita è congelare il secondo stipendio nel calcolo del reddito.

Il ricorso all’Isee può anche penalizzare le famiglie che risparmiano per il futuro dei figli, dato che un patrimonio più alto porta a percepire un assegno ridotto.

L’Isee, inoltre, penalizza le famiglie numerose, perché contempla coefficienti poco generosi per i figli dopo il secondo, e serviranno correttivi.

Su tutto questo il governo è a lavoro per valutare i parametri da stabilire e i paletti entro cui si può accedere oppure no.

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