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Il ministro della Salute Roberto Speranza predica cautela rispetto alle riaperture delle attività commerciali. Ammette la necessità di una programmazione graduale ma allo stesso tempo indica i dati del contagio come punto di riferimento per ogni decisione.

Riaperture, Speranza frena per maggio: “Dipende dai dati”

Il titolare del dicastero della Salute ha rilasciato un’intervista a Porta a Porta, la trasmissione di rai1 condotta da Bruno Vespa. “Dovremo programmare una gradualità di uscita dalle misure più restrittive – ha dichiarato -. Abbiamo bisogno di essere prudenti, perché fare un passo più lungo può riportarci indietro. Ma la volontà del Governo va nella direzione di verificare settimana per settimana i dati del contagio, e di costruire una modalità che ci consenta di far ripartire una serie di attività, ma senza correre rischi. Ripartire in sicurezza”.

E sulla possibilità di riaprire nel mese di aprile, il ministro ha detto che “questo ce lo diranno i dati. Il decreto vigente dura fino al 30 aprile, credo sia sicuramente lecito aspettarsele per maggio”. Quanto alle riaperture dei ristoranti all’aperto anche la sera, Speranza ha sottolineato che questa “dipenderà dai dati”. Ma “l’ipotesi di lavorare solo sull’aperto personalmente mi convince molto”, ha aggiunto, spiegando che sarà necessario confrontarsi “con i nostri scienziati e i tecnici in sede di Governo, ma i tutti i dati che ho visto indicano che all’aperto c’è sicuramente una minore diffusione del contagio”.

L’auspicio, ​è tornare al più presto alla mobilità internazionale: “L’Italia è impegnata per spingere l’Ue a correre su questo terreno” del passaporto vaccinale, ha sottolineato il ministro, “e speriamo che entro il mese di giugno questo possa essere un ulteriore strumento nelle nostre mani che ci consentirà maggiore facilità” per muoversi. “Lo stiamo facendo all’interno dell’Ue ma io ho anche proposto che si possa adottare lo stesso modello nei paesi del G7”, ha aggiunto.

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