spostamenti

Il Senato ha approvato la mozione di maggioranza sugli spostamenti tra i comuni nel giorno di Natale e nelle festività con 140 sì, 118 no e 5 astenuti. In attesa di conoscere le nuove misure restrittive che verranno annunciate per il periodo di Natale, proviamo a capire cosa si potrà fare e cosa sarà vietato indipendentemente dalle nuove regole.

Spostamenti

Anche se il governo dovesse istituire un nuovo lockdown totale, una zona rossa o estendere una zona arancione per tutta l’Italia, chiunque potrà tornare in qualunque momento nella propria casa di residenza o in quella dove ha il domicilio e vive abitualmente per motivi di lavoro o di studio.

Ovviamente la mobilitazione da un comune all’altro o da una regione all’altra dovrà essere giustificata mediante autocertificazione. Se l’Italia diventasse tutta arancione non ci si potrà spostare fra comuni con l’eccezione delle solite comprovate ragioni o del ritorno alla residenza o al domicilio.

Ci si può spostare liberamente fra regioni in fascia gialla. Almeno fino al 21 dicembre, quando sarà vietato spostarsi fuori dalla propria regione.

Senato: ok limitare spostamenti

Oggi il Senato ha approvato la mozione della maggioranza di governo sugli spostamenti tra piccoli Comuni per i giorni festivi di Natale, come ipotizzato da giorni sulle prossime misure da correggere nel nuovo Dpcm.

La maggioranza ha invitato il governo a “rivalutare le misure anti-Covid con un particolare riferimento agli spostamenti del 25-26 dicembre e 1° gennaio”. L’indicazione è di permettere gli spostamenti nei giorni festivi “sulla base della più rigorosa analisi delle evidenze scientifiche e garantendo massima equità di trattamento tra cittadini residenti in comuni di diverse dimensioni”.

Parenti soli

Sempre in attesa di conoscere le nuove disposizioni in arrivo, va ribadito che al momento non ci si potrà muovere dal comune di residenza nei giorni 25 e 26 dicembre e 1 gennaio. Gli spostamenti sono consentiti per motivi di lavoro, necessità e di salute, fra i quali c’è quello di aiutare un parente in difficoltà. Servirà l’autocertificazione che sarà controllata, secondo quanto assicurato dal ministero dell’Interno.

 

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