I cinesi a Napoli hanno già il vaccino anti-Covid. Il farmaco circola sottotraccia, in maniera illegale, all’interno della comunità orientale che nella capitale del Mezzogiorno vanta circa 5mila cittadini regolarmente registrati. E’ così che si spiegherebbe la “strana” immunità dei residenti di nazionalità cinese.

Napoli, cinesi immuni al Covid-19: hanno già il vaccino

Dalla seconda ondata sono appena cinque i contagiati a Napoli provenienti dalla comunità del Dragone. Cinque su circa 5200 persone censite. Si tratta di persone comprese tra i 36 e i 58 anni, salvo un bimbo di 7 mesi, nella maggioranza dei casi asintomatici o con lieve sintomatologia. Nessuno di essi ha avuto bisogno – come spiega il Mattino – di ricoveri o cure ospedaliere. Sono molti gli scienziati a chiedersi come sia possibile che il contagio circoli in modo così leggero tra le comunità cinesi trapiantate in Italia, in special modo a Napoli.

C’è chi ha evocato il sistema immunitario degli orientali, che sarebbe meno sensibile al Covid. Ma l’ipotesi più plausibile è che in molti di quelli residenti nella Pensiola si siano procurati per vie traverse il vaccino già confezionato in madrepatria. Per ottenerlo non occorrebbero ingenti risorse economiche, ma soltanto i giusti agganci con la rete di distribuzione del farmaco cinese. “Siamo a conoscenza che, nell’ambito delle comunità cinesi campane, c’è stato qualche episodio riguardo l’arrivo del vaccino direttamente dalla Cina ma prendiamo le distanze da quanto accaduto in maniera clandestina e illegale”, spiega a Il Mattino Wu Zhiqiang, portavoce della comunità cinese a Napoli.

Il vaccino arriverebbe per posta privata e potrebbe essere somministrato con una semplice siringa. Sono sufficienti le conoscenze giuste. Diverso invece è il caso dei cinesi che si recano in madrepatria per sottoporsi alla vaccinazione. Si tratta di una pratica del tutto legale. Il farmaco ha un’efficacia stimata al 92 %. E’ del tutto possibile, dunque, che molti dei 5200 cinesi censiti a Napoli si siano vaccinati fuori per poi rientrare in Italia. Fatto sta che, a partire dall’inizio della seconda ondata, i sinici sembrano aver conquistato una insolita – e apparentemente inspiegabile – immunità.

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