Tasse truffa a Marano

Le tasse? Grazie ad un genio della truffa costavano la metà. Se non fossero reati seri potrebbe essere la trama di un film anni ottanta. Un commercialista di Marano pensava di aver trovato l’uovo di colombo per fare la truffa del secolo.

Da una società che di fatto vendeva panini per strada aveva acquistato, logicamente in maniera fasulla, due brevetti. E già qui la fantasia cinematografica. Uno era per un tagliaerba alimentato da pannelli solari e l’altro invece garantiva la costruzione di edifici antisismici su cuscinetti a sfera.

L’acquisto era costato 24 milioni di euro. Di questi oltre 5 milioni di IVA. La legge prevede che l’IVA, qualora sia a credito può essere utilizzata per compensare le tasse. Insomma, lo Stato invece di rimborsati l’IVA la scala attraverso un codice dai famosi f24 che pagano tutti gli imprenditori.

Logicamente il commercialista di Marano tasse da pagare non ne aveva, le norme prevedono però che questi crediti si possono cedere a terzi. Così aveva venduto negli anni milioni in compensazioni inesistenti a metà prezzo a società presenti in tutta Italia incassando fior di quattrini.

Sembrava filare tutto liscio se non fosse capitato l’inghippo. Il commercialista maranese infatti compilando un modulo ha inserito la partita iva di una società di Latina. La società vedendo che qualcuno sfruttava i suoi crediti si è insospettita è a denunciato tutto alla finanza.

Le fiamme gialle di Giugliano dirette dal Colonello Antonio Vernillo e dal Capitano Olivieri hanno subito capito che qualcosa non quadrava ed hanno scoperto la frode milionaria.

Così sono scattati i sequestri e le perquisizioni in tutta Italia. Perché da Lodi a Milano, da Sassari a Marcerata erano tante le società che volevano pagare le tasse a metà prezzo. Il commercialista è stato sospeso dalla professione e ai tanti furbetti sono stati sequestrati appartamenti, auto di lusso, vestiti griffati per un valore di 15 milioni di euro.

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