Arzano blindata. Non si entra e non si esce, neanche per motivi di lavoro. E’ la prima zona rossa istituita per un comune con più di 30mila abitanti in Campania. A deciderlo il governatore Vincenzo De Luca con l’ordinanza licenziata nella notte che dispone anche il divieto di spostamento tra province.

Arzano diventa zona rossa: non si entra e non si esce. Cosa si può fare

Da oggi fino al 30 ottobre il comune a nord di Napoli è chiuso agli accessi esterni. Chiuse tutte le attività commerciali, come già disposto dal commissario prefettizie. Così come dispone l’ordinanza, i residenti non possono allontanarsi dal territorio comunale e non possono lasciare casa, salvo per andare a fare la spesa o per motivi di necessità. I non residenti non possono accedere alla città. Sono sospese anche tutte le attività dei pubblici uffici, salva l’erogazione dei servizi essenziali.

Ristoranti, bar e pasticcerie restano chiusi. Possono operare soltanto con la consegna a domicilio. Gli unici che hanno diritto a entrare nel territorio comunale sono gli operatori sanitari e il persone impegnato nei controlli del territorio.

“Con decorrenza immediata e fino al 30 ottobre – si legge nel testo -, con riferimento al territorio del Comune di Arzano sono disposte le seguenti misure: divieto di allontanamento dal territorio comunale da parte di tutte le persone ivi residenti; divieto di accesso nel territorio comunale; sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità; sospensione delle attività commerciali e produttive, ivi comprese le attività di ristorazione (bar, ristoranti, pasticcerie, pub, e simili), salvo che in modalità di consegna a domicilio, fatta eccezione per soli i servizi alla persona ed attività connesse all’approvvigionamento di beni e servizi di prima necessità come a suo tempo individuate dal DPCM 10 aprile 2020”.

Successivamente il testo specifica: “E’ fatta salva la possibilità di transito in ingresso ed in uscita dal territorio comunale di Arzano da parte degli operatori sanitari e socio-sanitari, del personale impegnato nei controlli”. “Al di fuori delle ipotesi sopra menzionate, non è consentita l’uscita dal territorio comunale per lo svolgimento di attività lavorativa“.

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