Il virologo Crisanti non esclude l’idea di un lockdown a Natale. Il professore dell’Università di Padova, già consulente dell’amministrazione di Luca Zaia durante la prima ondata, ammette che una chiusura totale durante il periodo natalizio possa essere “Nell’ordine delle cose“.

Crisanti: “Lockdown a Natale nell’ordine delle cose”

Per quanto in questi giorni diversi esponenti del Governo, compreso il premier Giuseppe Conte, escludano al momento l’ipotesi di un lockdown, c’è chi, anche nel mondo scientifico, paventa la possibilità di una nuova quarantena estesa a tutta l’Italia per frenare l’ondata dei contagi. “Credo che un lockdown a Natale sia nell’ordine delle cose: si potrebbe resettare il sistema, abbassare la trasmissione del virus e aumentare il contact tracing. Così come siamo il sistema è saturo”, spiega Crisanti.

Il virologo lo ha annunciato in un’intervista rilasciata questa mattina a Studio 24 e a Rainews per fare il punto della situazione sull’andamento della pandemia nelle ultime settimane. Del resto, anche secondo le previsioni del Comitato Tecnico Scientifico, con quest’andamento della curva epidemica, le terapie intensive e le degenze ordinarie saranno riempite da qui a due mesi, proprio in corrispondenza della seconda metà di dicembre.

Per sostenere la tua tesi, Crisanti ha portato l’esempio della Gran Bretagna che ha deciso di fare lockdown proprio durante le vacanze scolastiche. Il virologo spiega anche che a destare maggiori preoccupazioni in questa fase di pandemia è il trasporto pubblico. I mezzi affollatori favoriscono infatti la diffusione del contagio e ci sono ancora troppe persone che non indossano adeguatamente la mascherina oppure usano dispositivi di protezione “fai da te” che non hanno alcuna efficacia.

Quanto alla nuove restrizioni introdotte dall’ultimo DPCM “per vedere gli effetti di queste misure dovranno passare almeno 2-3 settimane – spiega Crisanti -. Sicuramente tutte le misure che hanno l’obiettivo di diminuire i contatti non protetti tra persone hanno un impatto sulla diffusione del virus, quanto questo impatto sia in grado di modificare la curva non lo sa nessuno, sono misure empiriche”.



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