“Il virus c’è e ci sarà”, è il grido d’allarme lanciato ieri dal direttore sanitario dell’Azienda Ospedale dei Colli, Rodolfo Conenna, intervistato a “Campania Oggi”. Il dottore ha tracciato un bilancio sull’attuale situazione dell’epidemia nella nostra Regione.

Coronavirus, parla a Teleclubitalia il direttore Rodolfo Conenna: “Il virus c’è”

Conenna parte dai dati. All’ospedale Cotugno, ci sono circa venti ricoveri, di cui sette in terapia intensiva e tredici in terapia ordinaria. L’altra notte è morto un 85enne. Sono numeri meno preoccupanti rispetto a quelli di tre mesi fa, ma che ci mettono in guardia sul fatto che il Covid-19 è ancora presente tra di noi. “La paura non è mai una buona consigliera. La consapevolezza è invece necessaria – specifica il direttore sanitario -. Il virus c’è e ci sarà. Noi ci siamo guadagnati un grande bonus con il lockdown. Grazie a quei giorni trascorsi in casa, abbiamo ottenuto la riduzione della popolazione virale, quindi il virus fa più fatica a saltare da una persona all’altra”.

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Ad aver ridotto l’incidenza del virus anche la stagione estiva, spiega Conenna: “Siamo in estate, dove trascorriamo più vita all’aperto. Restano però attività sociali che non si realizzano in condizioni di distanziamento. Mettersi la mascherina, lavarsi le mani, distanziarsi ci permettono di capitalizzare il bonus ottenuto con il lockdown. Poi di focolai ne avremo sempre perché il virus c’è finché non sarà estinto”.

La vera sfida da raccogliere è in autunno, sfruttando le conoscenze acquisite sui farmaci e sulle terapie e le nuove strutture Covid, Ma i rischi restano: “Si riapriranno le scuole e le attività al chiuso. Poi ci sarà il ritorno dell’influenza. Cambia dunque il quadro di pressione sui servizi sanitari. Avremo bisogno di tamponi e diagnosi differenziate”. Per questo Conenna ritiene che il vaccino influenzale sia un ottimo alleato nella lotta al coronavirus: “Con il vaccino non c’è solo un vantaggio individuale ma c’è anche un vantaggio collettivo, perché si riducono le persone con sintomi ‘ambigui’ tali da ingenerare confusione col covid. Tra l’altro dobbiamo pensare a erogare i servizi sanitari ordinari in caso di iper-afflusso di pazienti”.

Conenna conclude l’intervista replicando ai negazionisti: “In alcune persone scattano dei meccanismi psicologici di difesa che inducono a negare l’esistenza del virus. La percezione del disagio e la paura del lockdown hanno degli effetti sulla psiche di alcuni soggetti, che preferiscono negare piuttosto che accettare il pericolo”.

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