Altri due abitanti del campo rom di Secondigliano in ospedale con i sintomi del coronavirus. A distanza di una settimana dal primo caso, si registrano così nuovi contagiati nella struttura della circumvallazione esterna.

Secondigliano (Napoli), altri due ricoveri da coronavirus

Difficoltà respiratorie e febbre. Sono questi i sintomi manifestati dai genitori della 17enne rumena incinta. Per loro si è reso necessario il ricovero ospedaliero. Entrambi i parenti della ragazzasono stati trasferiti all’ospedale Cotugno dove i medici hanno riscontrato anche un’infezione da tubercolosi nella donna. Il campo sulla Circumvallazione Esterna non è stato mai chiuso ma con il trascorrere dei giorni, iniziano ad emergere difficoltà e malcontento.

Sono in totale otto i contagiati nel campo rom. Negli ultimi giorni si sono moltiplicati gli appelli a chiuderlo o a trasformarlo in una zona rossa. Il vicepresidente dell’ottava municipalità, Salvatore Passaro, ha denunciato l’assenza di controlli in entrata e in uscita e la presenza in strada dei residenti senza l’uso della mascherina. Fino a questo momento sono stati denunciati tredici abitanti del campo che avevano cercato di eludere la sorveglianza sanitaria. Un gruppo di persone era addirittura in partenza per la Calabria.

A ciò si aggiungono i problemi relativi al rifornimento. «Ci servono pannolini per i bambini e generi di prima necessità come latte e alimenti che non possiamo procurarci» spiega a Il Mattino Goran, 43enne rom che vive in un prefabbricato con dieci congiunti tra cui la moglie, i figli e i nipotini. «Sono risultato negativo al tampone e anche i miei familiari non hanno il Covid ma nonostante questo non possiamo uscire e iniziamo ad essere veramente in difficoltà. Chiediamo aiuto per le necessità quotidiane e per chi, come noi, non ha la possibilità di muoversi».

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