linee guida scuola

Sarebbero più di 21mila studenti a Napoli che al rientro a scuola a settembre resterebbero senza aula. Questo quanto sottolineato dalla Ministra Azzolina e per cui si rende necessario reperire spazi affinché tutti i ragazzi possano riprendere le attività didattiche in presenza. Quindi come fare? La proposta sarebbe quella di recuperare beni confiscati alle mafie per renderli disponibili.

Durante il lockdown  quando le scuole erano chiuse, l’Agenzia Nazionale per i beni confiscati alla criminalità con la direzione del prefetto Bruno Frattasi, ha iniziato un corposo lavoro per verificare quali beni sottratti alle mafie potessero essere utili per aiutare le scuole a riprendere l’attività scolastica. Sarebbero circa 200 le strutture individuate in Italia, 25 in Campania tra queste anche Giugliano con ben due immobili classificati come “Buone”.  Le strutture in questione non avrebbero bisogno di grossi interventi di ristrutturazione. Si tratterebbe di due villini, uno di 600 metri quadri, l’atra di 200. Qui potrebbero nascere aule per ampliare così gli spazi scolastici, garantire il distanziamento sociale e  la didattica in presenza per tutti gli studenti che altrimenti, sarebbero costretti a didattica a distanza, turnazioni e in presenza nelle cosiddette “aule pollaio”.

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Al momento, secondo quanto riportato nell’intervista realizzata da Il Mattino al prefetto, non vi sono ancora risposte in merito. Intanto sembrerebbe questa la proposta più valida per permettere un rientro in aula evitando il sovraffollamento delle aule. Molte strutture scolastiche Campane, per di più, sono vecchie e realizzare  ampliamenti diventerebbe difficile e oneroso senza contare che diverse scuole hanno visto bloccati lavori di ristrutturazione in seguito al lockdown ritrovandosi così addirittura con aree in meno.

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