anticipo pensione

La possibilità per i dipendenti pubblici di avere un anticipo pensione fino a 45.000 euro sul Tfs sta per diventare realtà. Secondo quanto riporta Il Messaggero, pare che sia stato compiuto un altro importante passo per far sì che questa norma possa diventare realtà.

Come annunciato dalla ministra della Pubblica amministrazione Fabiana Dadone, è stato registrato dalla Corte dei Conti il decreto (Dpcm) che fissa le modalità di questa operazione. Entro pochi giorni quindi potrà entrare in vigore e poi dovrà essere perfezionata anche la convenzione con il sistema bancario. A quel punto gli interessati potranno recarsi in un istituto di credito per avviare la pratica.

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Anticipo pensione

Quando un dipendente pubblico va in pensione deve normalmente aspettare alcuni anni prima di poter incassare integralmente la propria liquidazione, che si chiama Trattamento di fine servizio o Trattamento di fine rapporto a seconda dell’anzianità dell’interessato. Questo decreto legge prevede l’anticipo bancario, inizialmente fino a 30 mila euro poi incrementato fino a 45 mila. Il tema della liquidazione dei dipendenti pubblici era contemporaneamente oggetto di controversie giudiziarie arrivate anche alla Corte Costituzionale; solo il mese scorso il governo ha potuto inviarlo alla Corte dei Conti per la prevista registrazione.

Il prestito viene rimborsato comprensivo di capitale e interessi al momento dell’effettiva erogazione del Tfr/Tfs, sul quale sarà operata una corrispondente trattenuta. Quanto al tasso di interesse, la versione originaria del decreto legge fissava un massimo al Rendistato (il rendimento di un paniere di titoli di Stato) incrementato di 30 centesimi.

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