Come ha retto la Campania al primo week end di caldo e di fine delle restrizioni. Non benissimo. Tanta gente in strada, molti dispositivi di sicurezza saltati, controlli soft e soprattutto non rispettato da tanti l’obbligo più importante: la distanza sociale di almeno un metro.

Immagini che danno ragione a lockdown all’italiana. Che vuol dire? Molto probabilmente un modello tedesco o svedese basato sulla disciplina noi non avremmo saputo affrontarlo allo stesso modo. Nel primo fine settimana di bel tempo non siamo riusciti in molti casi a rispettare né nei locali né per strada le norme.

Preoccupati gli scienziati del ministero

E’ stato un liberi tutti che ora preoccupa non poco gli scienziati del comitato ministeriale pronti a chiedere al premier Conte di richiudere. Il virus, secondo il loro ragionamento, è stato rallentato non fermato, e basta poco perché si diffonda di nuovo. L’appello alla responsabilità non è stato recepito. In molti avevano chiarito che la Fase 2 era più complessa perché un conto è stare chiusi in casa, un conto è non stare vicini in piazza o al bar. Non è così semplice.

Situazione contagi sotto controllo

In Campania però continua il trend positivo: ieri solo 5 contagi. Dati che però dovranno essere controllati nelle prossime due settimane quando capiremo se i comportamenti di questi giorni hanno avuto dei risultati negativi.

Sotto accusa la movida

Sotto accusa è finita la movida: Il Mattino riporta infatti la cronaca di un sabato sera senza regole ieri a Napoli con un vigile aggredito al Vomero e con assembramenti fino a notte fonda in varie zone della città: via Aniello Falcone in primis. Non è stata però solo il by night a lasciarci immagini poco consone alle Fase 2: anche ieri mattina sul lungomare sembrava una giornata “normale” come tutti i ristoranti (fortunatamente) presi d’assalto e con tanta troppa gente che si è riversata a prendere il sole in ampi gruppi.

Difficoltà oggettive per la densità di popolazione

D’altronde non è affatto semplice per noi campani rivedersi dopo mesi con gli amici e non fermarsi per una chiacchiera o un caffè: in una città di poche anime questo non rappresenta un problema ma in una metropoli densamente popolata o nei grandi centri di provincia diventa complicatissimo stare a un metro perché in una piazza ci sono centinaia di persone.



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