Vaccino anti Coronavirus di Oxford: presto testato su bambini e anziani


Vaccino anti coronavirus. La multinazionale Astrazeneca ha concluso i primi accordi per la produzione di almeno 400 milioni di dosi del potenziale vaccino anti-Coronavirus in sperimentazione a Oxford – con una capacità di produzione di 1 miliardo di dosi nel 2020 e 2021 – e avvierà le prime consegne a settembre. Dopo la prelazione di

Vaccino anti Coronavirus di Oxford: presto testato su bambini e anziani

Vaccino anti coronavirus. La multinazionale Astrazeneca ha concluso i primi accordi per la produzione di almeno 400 milioni di dosi del potenziale vaccino anti-Coronavirus in sperimentazione a Oxford – con una capacità di produzione di 1 miliardo di dosi nel 2020 e 2021 – e avvierà le prime consegne a settembre. Dopo la prelazione di 30 milioni di dosi da parte del Governo inglese, la compagnia rende noto che sta lavorando ad accordi in parallelo, anche con altri governi europei, per assicurare una “ampia ed equa fornitura del vaccino nel mondo, con un modello no-profit, durante la pandemia”.

Vaccino anti Coronavirus, le fasce d’età coinvolte nei test

I trial di fase 1 che erano iniziati ad aprile, avevano coinvolto 1000 adulti nella fascia d’età sotto i 55 anni. Ora gli esperti hanno comunicato che verranno coinvolte altre 10.200 persone. Le fasce d’età coinvolte sono comprese tra i 56 e 69 anni, gli over 70 e anche i bambini tra i 5 e 12 anni.

Queste sperimentazioni, hanno spiegato gli scienziati, serviranno a valutare gli effetti sul sistema immunitario del vaccino, che per il momento sugli animali e in particolare nelle scimmie, sembra aver dato buoni risultati, dando protezione contro il Covid-19.

Come aveva spiegato sempre la Bbc in un altro articolo, negli animali sono state riscontrate meno particelle del virus nei polmoni e nelle vie respiratorie. Ancora non è certo, però, che gli stessi risultati si possano ottenere allo stesso modo nell’essere umano.

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Le prossime fasi

Nella fase di test che si svolgerà adesso, gli adulti coinvolti saranno divisi due gruppi e riceveranno una oppure due dosi del nuovo vaccino o di un altro già autorizzato. I ricercatori confronteranno poi il numero di infezioni in entrambi i gruppi. Per questo, secondo le stime, potrebbero volerci dai due ai sei mesi, a seconda di quante persone sono esposte al virus

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