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Torna a parlare ai microfoni di Tele Club Italia il virologo di fama mondiale Giulio Tarro. L’ex primario dell’ospedale Cotugno ha ribadito la sua linea: “Il virus sparirà in estate. Possiamo stare tranquilli. Il rischio di seconde ondate è basso”.

Giulio Tarro: “Lombardia non è fiore all’occhiello della nostra sanità. Sono stati fatti degli errori”

Il professore interviene anzitutto sul caso Lombardia, dove continuano a registrarsi molti contagi rispetto al resto d’Italia. Tarro individua le cause anche nel sistema sanitario: “Hanno dimezzato i posti letto in terapia intensiva. C’è stata una grossa dissociazione tra una sanità che si era ritenuta ideale e la realtà dei fatti. A livello medico poi c’è stata un’impreparazione. In molti casi è stata diagnostica una polmonite interstiziale laddove c’era una trombosi. Questo ha portato ad applicare terapie non corrette. Possiamo dire che Lombardia non è più il fiore all’occhiello della nostra sanità”.

Le preoccupazioni maggiori, ora che la curva epidemologica si appiattisce, riguardano i pericoli di una seconda ondata a ottobre, in autunno. “Molto dipende dalla percentuale di contagiati che abbiamo adesso – specifica Tarro – se abbiamo già raggiunto la cosiddetta immunità di gregge, sviluppando gli anticorpi, non ci sarà un nuovo picco ad ottobre”.

Nessun pericolo per gli assembramenti dei giovani. In estate il virus sparisce

Motivo per cui, secondo l’ex primario, possiamo affrontare la fase 2 “con molta tranquillità”. Anche grazie a un clima che, al Sud, “permette al coronavirus di scomparire”. Non preoccupano al professore neanche gli assembramenti di ragazzi che si registrano in strada. “Anche se non hanno la mascherina, non c’è grosso pericolo. Questo virus predilige gli anziani. I giovani hanno un sistema immunitario molto resistente”.

A contenere le paure della popolazione dovrebbero essere le terapie salva-vita, alcune delle quali collaudate. “Abbiamo la possibilità di usare la sieroterapia – rassicura Giulio Tarro -. Si tratta di un presidio terapeutico usato ormai da due secoli. Abbiamo il plasma dei pazienti guariti, che possono aiutare gli infetti a superare la malattia. Confermo anche il contributo della Vitamina D, che serve al rafforzamento del sistema immuntario, come dimostra anche uno studio realizzato a Torino”.

Il professore di virologia spiega infine che servono a poco le distanze di quattro o cinque metri che i balneari o i ristoratori dovranno rispettare per accogliere i clienti alla riapertura delle attività.  La normativa dovrebbe essere guidata dal buon senso – conclude -. Se la distanza consigliata sin dall’inziio è di un metro, e a meno dobbiamo mettere la mascherina, perché dobbiamo rispettare in spiaggia 4 metri di distanza? Non ha senso. Non ci sarà alcun problema per gli adulti o i bambini che giocano in spiaggia”.



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