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La data sembra certa: i ristoranti riaprono il 18 maggio. Il Governo e il ministro Boccia stanno cedendo alle pressioni delle Regioni. Salvo imprevisti, dunque, e salvo improvvise riesplosioni dell’epidemia, molti locali riapriranno i battenti tra meno di due settimane, almeno in gran parte d’Italia. Potrebbero essere contemplate delle eccezioni per i territori dove la curva dei contagi non è del tutto sotto controllo.

Ristoranti, quasi certo: si riapre il 18 maggio. Ma cambiano le regole

Cambieranno però le regole. Sembra infatti ormai certa la prenotazione, tramite app o tramite telefono. Non sarà possibile presentarsi all’esterno del locale ed entrare come si faceva prima. Occorrerà prenotarsi prima. Ogni tavolo potrebbe avere un dispenser o una confezione di gel igienizzante per i clienti. E tra un tavolo e l’altro ci potrebbe essere una distanza di due metri. L’obbligo della mascherina sussisterebbe soltanto per andare alla casa o al bagno. Bocciate al momento le barriere in plexiglass da molti ristoratori. L’idea di costruire tante piccole “gabbie” dove rinchiudere i clienti finirebbe per allontanarli.  Infine c’è il tema delle posate. Forse saranno obbligatorie come nelle mense quelle di plastica usa e getta. Così come i bicchieri.

Ipotesi teatri, cinema e musei

Una data certa per teatri, cinema e musei non c’è. Però il comitato tecnico-scientifico è a lavoro per capire come consentire l’accesso in questi luoghi in massima sicurezza. I margini, come prevedibile, sono strettissimi. I posti a sedere sarebbero ovviamente preassegnati e inamovibili. L’idea è che si possa riaprire dalla prima settimana di giugno, ma bisognerà rispettare un numero limitato probabilmente non oltre il 25% della capienza.

Nel dettaglio, fino a 200 persone per i teatri al chiuso (tra pubblico e addetti ai lavori, compresi gli artisti in scena), fino a 1000 persone per gli spazi all’aperto, come l’Arena di Verona. Obbligo di mascherine in platea, ma anche sul palcoscenico e dietro le quinte. Obbligo di termoscanner agli ingressi: chi ha 37,5 di febbre non può entrare. Distanziamento di sicurezza: in sala le persone dovranno sedersi ad almeno un metro di distanza. Ingressi ordinati con porte differenziate per l’accesso e l’uscita, tassativi i dispenser di gel igienizzanti. Inoltre, il Cts raccomanda la vendita telematica dei biglietti così come è vietata la vendita al dettaglio di bevande e generi alimentari in occasione degli eventi.

Discorso simile per i musei. Si pensa di anticiparne l’apertura al 18 maggio. I tempi però saranno diversificati e graduali per i siti all’aperto, monumenti ibridi, musei al chiuso. Gli ingressi vanno contingentati per fasce orarie e numeri di persone. Obbligo di mascherine per i visitatori durante tutta la visita e per i lavoratori dei musei. Ingressi a numero chiuso per bookshop e altre attività commerciali. Obbligatori i percorsi a senso unico e garanzia del distanziamento sociale anche nei servizi igienici.

Il caso di Bolzano

Intanto la provincia autonoma di Bolzano brucia tutti. Il Consiglio provinciale di Bolzano ha approvato in seduta notturna con 28 sì, un no e sei astensioni la legge che accelera la Fase 2 in Alto Adige. Domani potranno perciò aprire i negozi, mentre lunedì tocca a parrucchieri, bar, ristoranti e musei. «La crisi – ha detto il governatore Arno Kompatscher – è stata una grande sfida per tante categorie, dalle famiglie alle imprese, e le prossime settimane saranno comunque difficili. La legge forse delude alcune aspettative, ma è stato giusto proseguire insieme su questa strada»

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