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Campania. De Luca smentisce le indiscrezioni circolate nelle ultime ore. Al momento boccia il delivery e mantiene, unico al Mondo insieme alla Corea del Nord, il divieto di delivery. Niente pizze, dunque.

Il presidente della Regione ha detto che alle aziende artigiane che sono state costrette a chiudere avranno 2000 euro di bonus a fondo perduto. Restano così inevase le speranze di tutti coloro che avevano chiesto a gran voce la possibilità di poter aprire almeno il delivery.

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La previsione comunque è che a metà maggio saremo fuori dall’emergenza. In quella occasione il delivery, almeno quello, sarà possibile. Forse anche l’asporto, dipende anche dalle decisioni del governo. Dunque fra il 14 al 20 maggio più o meno.

L’annuncio del governatore

Una delle principali sollecitazioni che abbiamo ricevuto – ha aggiunto De Luca – riguarda il cibo d’asporto, il trasporto a domicilio di generi alimentari, cibo, pizze. Non lo abbiamo consentito fino ad oggi non per particolare cattiveria. In un comune dell’Avellinese, a Lauro, è accaduto che un negozio di generi alimentari ha fatto la distribuzione domiciliare. Abbiamo verificato che tutta la famiglia che gestiva quell’attività era contagiata. Abbiamo dovuto mettere in quarantena tutto il paese».

De Luca ha sottolineato che «è responsabile capire che la Campania è complicata, abbiamo la fascia interna della regione dove non abbiamo una grande densità abitativa ma abbiamo poi interi territori con concentrazione di abitanti spaventosa. Un’ordinanza deve tenere conto della diversa configurazione dei territori. Abbiamo limitato il trasporto domiciliare perché era complicato garantire che avvenisse in condizioni di sicurezza. Ma lo abbiamo fatto anche accompagnando questo divieto con una misura di aiuto: la Regione Campania, non mi risulta ce ne siano altre, ha dato un contributo di duemila euro a tutte le attività impedite dal contagio, le pizzerie sono tra queste».

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