Gianni Agnelli, chi è, imprenditore, fiat, juventus

Gianni Agnelli, noto anche come l’Avvocato, è stato un imprenditore, politico e militare italiano, nonchè principale azionista e amministratore al vertice della FIAT, senatore a vita,e ufficiale del Regio Esercito.

Gianni Agnelli: vita

Figlio di Edoardo Agnelli e di Virginia Bourbon del Monte dei Principi di San Faustino. Secondo di sette figli, Gianni Agnelli, nasce a Torino nella casa di famiglia, ed è nipote dell’omonimo senatore Giovanni Agnelli. Il padre Edoardo morì tragicamente in un incidente aereo nel 1935, quando Gianni aveva 14 anni. Ha sposato nel 1953, a Strasburgo, nel castello di Osthoffen, Marella Caracciolo dei Principi di Castagneto, dalla quale ha avuto due figli, Edoardo e Margherita.

Negli anni della gioventù, frequenta il Liceo classico Massimo d’Azeglio. Qui consegue la licenza liceale nel 1938.

Gli anni della gerra

Durante il periodo bellico nel 1940, Gianni Agnelli segue il corso per ufficiale di complemento presso la Scuola di Applicazione di Cavalleria di Pinerolo. Con il grado di sottotenente inviato come addetto al comando sul fronte russo. Rientra in Italia alla fine del 1941, ma il 23 novembre 1942 fu inviato a Tripoli. Poche settimane prima della conquista di Tripoli da parte dell’Ottava Armata britannica. Partecipa alla Campagna di Tunisia dove è insignito della Croce di guerra al valor militare il 14 febbraio 1943. Il nonno però chiede che Gianni fosse rimpatriato. Difatti il successivo 29 aprile, sbarca in Sicilia.

Nel novembre del 1945 la madre perde la vita in un incidente automobilistico, nei pressi di Pisa. Appena terminata la seconda guerra mondiale, all’età di 25 anni, diviene presidente della RIV, la società di produzione di cuscinetti a sfere fondata da Roberto Incerti e dal nonno. L’incarico ha però una connotazione praticamente solo rappresentativa.

Nello stesso anno viene eletto sindaco di Villar Perosa, un paese ubicato poco dopo Pinerolo lungo la statale del Sestriere. La città che appunto ospita anche il primo stabilimento RIV. Non si tratta di un incarico molto impegnativo e Agnelli lo manterrà per quasi trent’anni. Tra la fine del 1945 e l’inizio del 1946 si trova coinvolto, in rappresentanza della famiglia, in complesse trattative fra il CLN, le autorità alleate di occupazione e il governo italiano provvisorio, per la normalizzazione della conduzione della FIAT, della quale la famiglia Agnelli è ancora il principale azionista e il 23 febbraio 1946 firma egli stesso l’accordo che ricostituisce il consiglio di amministrazione della società e ristabilisce Vittorio Valletta, precedentemente estromesso con l’accusa di collaborazionismo con i tedeschi, nella carica di amministratore delegato.

Gianni Agnelli: La FIAT

Nel 1966, l’allora presidente della FIAT, l’ultra ottantenne Vittorio Valletta, decise di lasciare la presidenza della società proprio a Gianni Agnelli. Insediatosi all’età di 45 anni, dopo avervi svolto praticamente solo ruoli di rappresentanza, Agnelli però si trovò dinnanzi a due problemi. Il primo riguardava l’esecuzione dell’accordo con l’Unione Sovietica per la costruzione di uno stabilimento presso una cittadina sul Volga.

Il secondo problema era assai più grave. Venendo incontro all’Alfa Romeo, il governo italiano aveva deciso di finanziare l’Alfa per la costruzione di uno stabilimento nell’Italia meridionale, volto alla produzione di un modello di autovettura di livello medio, nella stessa fascia di mercato, più o meno, della Fiat 128, lanciata di lì a poco. Per Agnelli questo voleva dire introdurre sul mercato italiano, un ulteriore concorrente. Tutti i tentativi per contrastare a livello politico questo progetto però falliscono. A questo punto bisogna riorganizzare l’intero assetto societario, e tale manovra fu affidata ad Umberto Agnelli, fratello di Gianni. Umberto venendo da una precedente esperienza di riassetto organizzativo, riuscì a risollevare l’azienda. Gianni così decise di disfarsi di quelle produzioni che richiedono continui investimenti, la cui redditività è precaria e condizionata.

L’idea di Gianni Agnelli era quella però di rendere internazionale il suo marchio. In un primo momento cerca una collaborazione con la Citroen, ma nonostante la società francese navigasse in cattive acque, non riuscì ad inglobarla. Decise dunque di sposarsi verso la Jugoslavia. Qui darà il via alla produzione del modello 128, mentre il modello 124 sarà affidato a degli stabilimenti turchi. Questa manovra darà il via alla internazionalizzazione, tanto desiderata da Agnelli. Difatti 10 anni dopo l’insediamento in FIAT, l’azienda possiede stabilimenti in Europa, America, Asia ed Africa.

Il periodo di crisi e gli scioperi

La FIAT con al vertice Gianni Agnelli diviene una forte presenza su tutto il territorio mondiale, ma anch’essa non è esente da quella che è la grande crisi degli anni ’70. In questo periodo dunque l’azienda istituisce un nuovo responsabile della finanza aziendale: Cesare Romiti. Quest’ultimo consiglia a Gianni Agnelli di trasformare la Fiat S.p.A. da un’azienda industriale in una holding finanziaria. Tale processo dura più di cinque anni e nascono così la Fiat-Allis, settore macchine agricole, l’Iveco, settore veicoli industriali, La Macchine Movimento Terra, la Teksid (fonderie, produzioni metallurgiche e altro), e la Fiat Auto (autovetture e veicoli commerciali leggeri).

Alla fine del 1976 i problemi finanziari della FIAT sembrano risolti, ma la crisi si riaffaccia prepotente a fine anni settanta. In questo periodo si pensa dunque a come fronteggiare le difficoltà. La volta giunge da un’idea di Vittorio Ghidella direttore generale di FIAT Auto. Ghidella volle fortemente la realizzazione di auto che ha poi rivoluzionato le sorti della FIAT. Nascono così la Uno e successivamente, la Croma e la Thema.

Dopo la crisi degli anni 70, i problemi per la FIAT e per Gianni Agnelli pare non finiscano mai. Difatti proprio agli inizi degli anni 80 la società deve far fronte ad uno sciopero dei suoi dipendenti. Tale sciopero portò ad un blocco della produzione, durato ben 35 giorni. Questa azione segna un punto di svolta e una brusca caduta del potere sino ad allora detenuto dai sindacati degli operai in Italia all’interno della FIAT. Difatti per la società questo è un periodo florido visti i successi ottenuti con la vendita di quelli che resteranno i modelli più venduti dall’azienda.

Gianni Agnelli: il calcio e la presidenza della Juventus

Nel 1947, Gianni Agnelli diviene presidente della squadra di calcio che il padre Edoardo aveva portato in auge: la Juventus. Questa resterà per sempre una delle sue passioni più grandi. La sua presidenza si estende dal 1947 al 1954. In questi anni la società calcistica ebbe un notevole miglioramento. Difatti grazi agli acquisti voluti da Gianni Agnelli, la società riuscì a vincere ben due campionati di Seria A: il 1950 e il 1952. Nonostante lasciò la presidenza, rimase comunque molto legato alla società, svolgendo diverse attività dirigenziali in qualità di presidente onorario.

La morte

La figura di Gianni Agnelli è legata all’economia italiana in maniera molto forte. Infatti l’imprenditore se ne è occupato sino alla sua morte avvenuta il 24 gennaio 2003. Gianni Agnelli muore all’età di 81 anni, a Torino nella sua storica residenza collinare Villa Frescòt (al confine con Pecetto Torinese) per carcinoma della prostata. La camera ardente viene allestita nella Pinacoteca del Lingotto, secondo il cerimoniale del Senato. Il funerale, trasmesso in diretta su Rai 1, si svolge nel Duomo di Torino, seguito da un’enorme folla. La moglie, con una lettera aperta al direttore del quotidiano La Stamparingrazierà poi tutte le figure nazionali e internazionali e tutti i cittadini presenti. È sepolto nella monumentale cappella di famiglia presso il piccolo cimitero di Villar Perosa.

 



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