salvatore d'amico arrestato

Napoli. Cinque le persone finite in carcere. Un sesto destinatario, invece, è risulterebbe irreperibile. Questo l’esito del blitz eseguito ieri dalle forze dell’ordine a San Giovanni a Teduccio, area orientale di Napoli. Sei quindi le persone indagate, ritenute vicine al cartello Mazzarella-D’Amico. 

Nel decreto di fermo configurerebbe anche il nome del boss Salvatore D’Amico, clan dell’omonima cosca di San Giovanni a Teduccio. Nei confronti del “o’ pirata”, due sono le ipotesi di reato: tentata estorsione con l’aggravante mafiosa e di tentato impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, anche questo aggravato dalla finalità mafiosa.

Il boss, era stato scarcerato nel 2015, nonostante sia sotto processo per associazione mafiosa e abbia già rimedio una condanna in primo grado. Entrambe le accuse sono ipotizzate anche nei confronti degli altri cinque destinatari, sebbene solo per quattro di essi sia stata eseguita la misura restrittiva.

Tra questi ci sono Salvatore Cianiello, in passato ritenuto vicino al clan Abrunzo-Amodio, nel quartiere di Barra; Salvatore Salomone,  tra l’altro imparentato con D’Amico e figlio di Giovanni Salomone, e infine Paduano. Secondo la Procura, quest’ultimo è ritenuto intestatario di una società sostanzialmente, utilizzata per impiegare denaro illecito.

Gli indagati sono stati rintracciati e sottoposti alle formalità di rito, prima di essere condotti nel carcere di Secondigliano, in attesa di comparire dinanzi all’autorità giudiziaria. Continuano senza sosta le ricerche del sesto uomo, che quando gli inquirenti si sono presentati nella sua abitazione per notificargli il decreto di fermo, non era in casa. E dunque risulterebbe irreperibile. In corso le indagini per stanare l’ultimo affiliato.

(immagine di repertorio)



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