Veneto, muore investita per salvare i suoi figlioletti: Antonella non ce l’ha fatta

Veneto, muore investita per salvare i suoi figlioletti: Antonella non ce l’ha fatta

Per due settimane ha lottato tra la vita e la morte su un letto d’ospedale. Ma non ce l’ha fatta Antonella Kmet, la mamma coraggio che, il 26 settembre scorso, attraversando sulle strisce pedonali insieme ai suoi figli, ha visto l’auto impazzita che stava per travolgerli e non ha esitato a fare scudo col proprio corpo per salvare i suoi bambini, di 5 e 11 anni.

Il suo dono d’amore non è stato premiato dalla guarigione: troppo gravi le ferite – soprattutto il colpo alla testa – che la donna, 46 anni di origini croate, si era procurata nello scontro con la macchina guidata da un’anziana 87enne. All’ospedale Cà Foncello di Treviso hanno fatto di tutto per strapparla alla morte, ma l’operazione al capo e tutte le cure non sono bastate. Antonela Kmet non si è più ripresa, dopo l’incidente. I due figli invece avevano riportato solo alcune fratture, non gravi.

L’incidente è avvenuto a Pieve di Soligo (Treviso): i tre stavano attraversando la strada sulle strisce pedonali di via Vaccari, tra l’ex municipio e la gelateria, quando è sopraggiunta di gran carriera l’utilitaria guidata dall’anziana, che non non è riuscita a frenare e ha travolto madre e figli. Cercando di proteggere i bambini, Antonella è finita in pieno contro l’auto, riportando gravi lesioni. La corsa in elicottero all’ospedale di Treviso e il delicato intervento chirurgico non sono serviti a salvarle la vita. E’ morta oggi, dopo un’agonia in coma di due settimane.

Le condizioni di Antonela erano subito apparse gravissime: i medici del reparto di neurochirurgia avevano cercato di tamponare la situazione con una operazione al capo, ma le possibilità che la donna potesse riprendersi erano state sin da subito minime. Nonostante questo l’intero paese aveva continuato a sperare in un miracolo per quell’atto di generosità materna. Ci aveva creduto per primo il parroco della cittadina trevigiana, don Giuseppe Nadal, che aveva voluto portare sul letto d’ospedale della donna l’effige del trevigiano Beato Toniolo, invocato anche durante una messa in Duomo.

Antonella e il marito italiano sono molto conosciuti in paese, anche perché la donna prestava la propria opera come domestica presso alcune famiglie e in passato era stata rappresentante dei genitori nelle scuole frequentate dai suoi figli. La notizia della sua morte si è diffusa immediatamente e moltissime sono state nelle ultime ore le parole di dolore che i concittadini hanno voluto esprimere anche sulla rete, ricordando il suo gesto.