Saviano, sesso in cambio di droga. Ecco cosa succedeva nella tenuta Furino

Saviano, sesso in cambio di droga. Ecco cosa succedeva nella tenuta Furino

Un enorme mappamondo che sovrasta una gigantografia di Luigi Furino in sella a una motocicletta. Sembra l’ingresso di Edenlandia. E invece la tenuta Furino in via Torquato Tasso, a Saviano, era un immenso paradiso per tossici. Un paese dei balocchi con tanto di piscina, saune e area relax dove si poteva acquistare cocaina, hashish e crack, organizzare festini a base di droga, e persino ammirare animali chiusi in gabbia attirando bambini e studenti al prezzo di 7 euro a biglietto.

Non disporre della somma necessaria a coprire il costo della droga, poi, non era un problema. Chi veniva sprovveduto di contanti poteva acquistare dosi vendendo il proprio corpo. “Indipendentemente se maschi o femmine“, spiega il collaboratore di giustizia Mario Parisi. “Alle spalle della paninoteca c’erano delle roulotte dove si faceva sesso”. Ma anche salette all’interno della stuttura dove si consumavano prestazioni sessuali. Tutto avveniva in maniera routinaria, naturale.

La tenuta Furino somigliava a un bunker. Per accedervi era necessario superare due cancelli elettrici in alluminio. Una volta all’interno, si entrava in un’area parcheggio recintata da pannelli zincati. Il riconoscimento dell’acquirente avveniva tramite le telecamere di videosorveglianza. Nulla avveniva per caso. A capo di questo fortino c’era lui, Luigi Furino, 41 anni, affiancato dal suo socio Andrea Savio, 22 anni. Insieme avevano messo su una vera e propria organizzazione criminale dedita allo spaccio e alla vendita di droga.

A far partire l’indagine, avviata nel 2015, i controlli di una pattuglia ai danni di Fiore C.. A un posto di blocco era stato trovato in possesso di hashish. Interrogato, aveva confessato la provenienza: la tenuta di “Gigino”. Da qui l’interesse della DDA per la struttura e le investigazioni dei Carabinieri della Compagnia di Nola, incaricati di eseguire intercettazioni ambientali e telefoniche anche nelle auto usate dai frequentatori della “farm”. Un lavoro serrato delle forze dell’ordine che ha portato ieri all’individuazione di 11 persone e all’arresto dei capi dell’organizzazione criminale.