“Parliamone Sabato”, bufera sul programma. La Rai si scusa e lo chiude

“Parliamone Sabato”, bufera sul programma. La Rai si scusa e lo chiude

Il contenitore di approfondimento televisivo de “la Vita in Diretta” intitolato “Parliamone Sabato” condotto da Paola Perego e in onda ogni sabato pomeriggio su Rai Uno è stato cancellato dal palinsesto televisivo. Il motivo è il grande clamore che si era acceso in seguito al tema trattato durante l’ultima puntata andata in onda. Il titolo del servizio andato era: “La minaccia arriva dall’est. Gli uomini preferiscono le straniere”. Sottotitolo: “Sono rubamariti o mogli perfette”?.

Successivamente al servizio si era articolato un dibattito che è sfociato in argomentazioni che potrebbero essere interpretate come ‘sessiste’ e ‘discriminatorie’. La discussione è stata sostenuta anche da una grafica con ben 6 punti che spiegherebbero, secondo gli autori del programma, il valore aggiunto in base al quale gli uomini italiani – e non solo – preferirebbero o dovrebbero preferire le donne dei paesi balcanici, in particolare dei paesi dell’ex Unione Sovietica.

I punti sono i seguenti:  1) Sono tutte mamme, ma dopo aver partorito recuperano un fisico marmoreo. 2) Sono sempre sexy, niente tute né pigiamoni. 3) Perdonano il tradimento. 4) Sono disposte a far comandare il loro uomo. 5) Sono casalinghe perfette e fin da piccole imparano i lavori di casa. 6) Non frignano, non si appiccicano e non mettono il broncio.

Da ciò è scoppiata una bufera sui social tanto grande da far fare un passo indietro alla Rai che si scusa ufficialmente attraverso le parole del direttore di RaiUno, Andrea  Fabiano e quelle della presidente di viale Mazzini, Monica Maggioni.

“Non ho visto la puntata, lo sto scoprendo dai siti. Quello che vedo è una rappresentazione surreale dell’Italia del 2017: se poi questo tipo di rappresentazione viene fatta sul servizio pubblico è un errore folle, inaccettabile“. E’ il commento della presidente Rai Monica Maggion. “Personalmente mi sento coinvolta in quanto donna, mi scuso”, ha aggiunto Maggioni, “ogni giorno ci interroghiamo su quale immagine di donna veicoliamo, su come progredire, uscire dagli stereotipi. Poi accade un episodio come questo: il problema non è una battuta inconsapevole, ma la costruzione di una pagina su un tema del genere: è un’idea di donna che non può coesistere con il servizio pubblico”. “Per prima cosa – dice ancora la presidente – mi scuso. Poi come azienda cercheremo di capire come è nata una pagina di questo tipo”. Queste le parole riportate dal sito de “la Repubblica”.