Marano, arriva il commissario straordinario: il quinto in 24 anni

Marano, arriva il commissario straordinario: il quinto in 24 anni

Marano. Questo è il quinto commissariamento che è costretto a subire la città nel ultimi ventiquattro anni. Il primo avvenne a settembre 1991: quando era sindaco il democristiano Carlo Di lanno, il ministro dell’Interno, Vincenzo Scotti, firmò il decreto di scioglimento per collusione con la camorra. Si insediò una triade commissariale: Roberto Amato, Ugo Del Matto, Giuseppe Canale.

Dopo appena tre settimane, Del Matto gettò la spugna, per motivi di salute; venne sostituito dall’ing. Enrico Della Gatta, il quale si dimise dopo circa nove mesi. Dopo un anno, si dimise pure Amato; per un clima decisamente arroventato, fu mandato a Marano l’ex questore, Franco Malvano, che fu affiancato dai due sub commissari Luigi Armogida e Paola Basilone (napoletana di 63 anni, oggi Prefetto di Roma); successivamente si sentì l’esigenza di un supervisore per l’ufficio tecnico: fu nominato l’ing. Enrico Piramide. Della prima triade, Canale fu l’unico commissario che riuscì a resistere e a onorare fino alla fine il suo mandato.

Si ritornò al voto nel 1993, con la vittoria di Mauro Bertini. Il secondo commissariamento fu decretato a marzo 1996 per bocciatura del bilancio di previsione: sette consiglieri (tra cui Perrotta e Claudio Eusebio) dell’allora Pds, all’epoca alleati di Bertini, votarono contro l’importante strumento contabile. Con decreto del Prefetto del 25 marzo, si insediarono un commissario, Giovanni Cirillo e due sub-commissari: Raffaella Moscarella e Gianfranco D’Angelo. La città ritornò al voto nell’autunno 1996: rivinse Bertini. Il terzo commissariamento avvenne a settembre 2004: il Comune fu sciolto per infiltrazioni camorristiche.

I tre commissari, Gaetano Piccolella, Maria Gabriella Pazzanese, Francesco Ricciardi, durarono appena tre mesi, poiché il Comune vinse il ricorso al Tar, e ritornò in sella Bertini. Il 18 aprile 2012, invece, si insediò il commissario straordinario, Gabriella Tramonti, in seguito alle dimissioni di Mario Cavallo, il quale gettò la spugna dopo circa un anno dal suo insediamento sulla poltrona di Primo cittadino. Tramonti, che si affiancò di un solo sub-commissario (il prefetto Raffaella Moscarella che ritornò in città dopo sedici anni) rimase a Marano fino all’insediamento di Angelo Liccardo che avvenne il 13 giugno 2013.

Di Mimmo Rosiello