Dj Fabo, storia: discoteche e viaggi. Poi l’incidente e la morte in Svizzera

Dj Fabo, storia: discoteche e viaggi. Poi l’incidente e la morte in Svizzera

Chi è Dj Fabo, nome d’arte di Fabiano Antoniani, il 39enne che ha scelto la via del suicidio assistito in Svizzera e che è morto alle 11 e 40 del 27 febbraio? Qual è la storia della sua vita che sta facendo discutere e sta dividendo l’opinione pubblica?

La storia, chi è

Dj Fabo, milanese, ha 39 anni. Una vita davanti. Broker, geometra, assicuratore e infine – ma soprattutto – dj di successo. “Un ragazzo vivace e un po’ ribelle”, come si definisce lui stesso durante le interviste concesse a Le Iene. Un’esistenza frenetica, ricca di esperienze, all’insegna del movimento e della scoperta. Corse in motocross, il team di motard, i viaggi. In in particolare in India, dove resta due anni insieme alla sua fidanzata, Valeria. Suona in alcuni serate, le cose iniziano a girare, in poco tempo riceve inviti dai locali dell’intero subcontinente. Si aprono opportunità inaspettate e la possibilità di coronare il sogno di una vita: vivere di musica. “Mi chiamavano ovunque. I numeri dimostravano che piacevo. Veniva un sacco di gente e le serate funzionavano. Così, mi cercavano spesso per portare la mia musica. Suonare per gli altri mi rendeva felice”, aveva raccontato. Poi quell’orribile incidente il 13 giugno del 2014, a 36 anni, stravolge i suoi piani: Fabo è condannato alla cecità e all’immobilità.

L’incidente

Fabiano Antoniani sta tornando da un dj set in un noto locale milanese. Sulla strada del ritorno, mentre viaggia a bordo della sua auto, in piena notte, fu coinvolto in un drammatico incidente automobilistico. Sta guidando, gli sfugge il telefono di mano, si china una frazione di secondo per afferrarlo, quando riprende il controllo del volante sbanda a destra e impatta contro un’auto che procede lungo la corsia di emergenza. Lo scontro è atroce. L’impatto lo sbalza fuori dall’abitacolo a metri di distanza. I soccorsi sono immediati, così come la corsa in ospedale. Ma la diagnosi non lascia speranza: cieco e tetraplegico, condannato a restare immobile per il resto della vita. Da lì l’inizio di un calvario senza fine. “Da due anni mi sento prigioniero della mia condizione – racconta Fabo attraverso la voce della fidanzata Valeria – non vedo più e non mi muovo più”. Con queste parole il giovane Fabiano aveva chiesto che venisse posta fine alla sua esistenza e alle sue sofferenze.

La decisione di morire

Dopo tantissimi appelli lanciati nel vuoto dai microfoni de Le Iene al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al Parlamento (bloccato sulla proposta di legge del testamento biologico), Dj Fabo, insieme a Valeria, ha deciso di praticare l’eutanasia (suicidio assistito) a poche centinaia di chilometri da casa, laddove la legislazione glielo consente. In Svizzera. Fabiano è morto alle 11 e 40. Ad annunciarlo Marco Cappato con un cinguettio su Twitter (“Fabo è morto alle 11.40 – ha scritto Cappato -. Ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo”). Dopo essersi sottoposto alle visite mediche previste dal protocollo locale, Fabiano ha assunto un cocktail di farmaci che lo ha fatto morire in maniera indolore. Ha premuto un tasto mordendolo con la bocca. “Era sereno – ha raccontato Cappato -, ma all’inizio delle procedure, sempre convinto di voler andare avanti, era in ansia perchè temeva di non riuscire a mordere il pulsante che avrebbe attivato l’immissione del farmaco letale”. Quando il cocktail è entrato in circolo nel sangue, Fabiano si è addormentato definitivamente dopo mezz’ora. E’ stata così posta fine ad una vita che, secondo Dj Fabo, non meritava più di essere vissuta.