Anche lo staff del cantante Gigi Finizio sarebbe finito nel mirino dei clan operanti a Sant’Antimo. È quanto emerge dall’ordinanza che ha portato all’esecuzione di 14 misure cautelari da parte dei carabinieri nella giornata di oggi, 19 febbraio, nei confronti dei gruppi criminali Ranucci, Verde e Puca, attivi tra Sant’Antimo, Sant’Arpino, Casandrino e Grumo Nevano. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’episodio risalirebbe a un concerto tenuto dall’artista nella cittadina dell’area nord di Napoli. In questa vicenda, Finizio è considerato parte totalmente estranea ai fatti e dunque persona offesa.
La richiesta estorsiva per il concerto
Come anticipa Fanpage.it, per l’estorsione sarebbero indagati Antonio Picciulli, ritenuto esponente di riferimento del clan Verde, Domenico Ranucci, appartenente all’omonimo sodalizio, e Antonio Sammarco: tutti destinatari di custodia cautelare in carcere. Un’intercettazione ambientale del 21 aprile 2023 documenta una conversazione in cui Ranucci e Picciulli raccontano ad Antonio Arena – anche lui arrestato – di aver imposto il pagamento di una somma pari a 5mila euro per consentire lo svolgimento del concerto. In caso di rifiuto, avrebbero minacciato di impedire l’esibizione, ironizzando sul fatto che, senza il loro consenso, l’unica musica possibile sarebbe stata quella di uno stereo.
Il pagamento e la “cassa” dei clan
Sempre secondo gli investigatori, l’entourage dell’artista avrebbe accettato la richiesta anche per evitare una penale da 30mila euro prevista in caso di annullamento dell’evento. Il concerto in questione sarebbe quello effettivamente tenutosi a Sant’Antimo il 30 dicembre 2017. A fronte della richiesta iniziale, sarebbero stati versati 3.500 euro, somma che – stando alle indagini – sarebbe poi confluita nel cosiddetto “cappello”, la cassa comune utilizzata dai clan Ranucci, Puca e Verde per la gestione delle attività illecite.






