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Era stata soprannominata la “banda dei 5 euro”. Sono dieci le persone finite nei guai con l’accusa di produzione e spendita di banconote false, tutte di Napoli e provincia.

Napoli, falsificazione di banconote false: dieci persone nei guai

I criminali – molti dei quali percepivano anche il reddito di cittadinanza – erano dei veri e propri esperti della falsificazione con compiti e ruoli ben definiti. Obiettivo: creare banconote quanto più simili alle originali. Scoperti nel 2020 dalla Guardia di Finanza, avevano il loro centro di “produzione” a Napoli est in un capannone nel quale furono rinvenute 68.000 banconote per un valore di vari milioni di euro.  In quattro sono finiti in manette e sono stati colti in flagranza mentre erano impegnati, con l’ausilio di macchinari avanzati, a stampare e confezionare banconote false della nuova serie “Europa”, pronte per essere immesse illecitamente nel circuito legale.

I falsari erano specializzati nella produzione anche della banconota di 5 euro: facilissimi da smerciare e che nessuno – o quasi – controlla. Un mezzo ingegnoso per eludere le precauzioni di commercianti e semplici consumatori. Nessuno infatti, di solito, verifica l’autenticità delle banconote di piccolo taglio. Negli ultimi cinque anni sono stati ben 52 i milioni di euro falsi finiti sotto sequestro. A condurre le indagini la Procura di Napoli Nord guidata dalla dottoressa Maria Antonietta Troncone.

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